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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
Benvenuti a tutte le ore di tutti i giorni

gioco con invito

lunedì 24 dicembre 2012

Una statuina, una cartolina


"Eccole, mettiamole all'albero...attenzione!!"
Le ultime arrivate, scartate con estrema prudenza dal loro involto di carta velina,  erano due palline di vetro, di un azzurro intenso,che riflettevano i nostri sorrisi ammirati, deformando i visi in modo buffo.
Candide  onde  trasversali intrerrompevano l'azzurro nella parte inferiore delle sfere, e,  a sfiorarle, se ne sentiva il  vellutato rilievo: posto d'onore sull'albero.
Quelle palline, un po' sfarzose rispetto alla modestia di tutto il resto, costituivano un omaggio che la famiglia di amici del babbo ci inviava, come gesto di riconoscenza per l'allestimento di un grande presepe che lui ogni anno realizzava a casa loro, profondendo in quell'operazione tradizionale tutta la sua notevole e risaputa creatività, spesso compensata dal premio destinato dalla parrocchia al più bel presepe del paese.
A casa nostra, noi bambini facevamo l'albero, insieme a lui, ed eravamo semplicemente molto felici di porgere a turno gli ornamenti, tolti con precauzione dalla loro scatola, alcuni pezzi più belli attesi e contesi, che andavano via via a prendere il loro posto tintinnante sui rami del pino, tra gli aghi odorosi.
La magia delle luci intermittenti, sistemate per prime ma accese solo alla fine, accendeva l'atmosfera che ad ogni Natale si rinnova, nell'attesa e nella festa.
Quell'anno, però, proprio alla vigilia, ci venne l'idea del presepio, magari piccolo ed essenziale, per cominciare.
Un po' di tempo disponibile rendeva possibile il progetto.
La corsa affannata di mio fratello per procurarsi almeno le statuine dei Protagonisti, in tempo utile prima che il negozio chiudesse, ebbe un risultato deludente: era rimasto solo un pastorello, con la sua pecora sulle spalle.
Per un attimo il nostro desiderio di avere anche noi il nostro presepio sembrò svanire.
Disappunto e delusione... e poi il babbo aveva già cominciato con carta e listelli di legno a sagomare grotta e monti, anche il cielo era già steso, a proteggere con la sua volta trapunta di stelle la scena della Natività.
Ma la grotta vuota ci riportava alla difficoltà del momento.
Qualche volta la soluzione prende la strada delle semplicità.
Allora si usava inviare le cartoline di auguri, un rito gentile che accompagnava le festività maggiori, prima che altri mezzi lo sostituissero.
Erano immagini affascinanti per noi bambini, spesso ornate da particolari dorati che le rendevano preziose.
Babbi Natali con generosi sacchi di doni, slitte con renne impazienti, abeti addobbati, agrifogli, candeline e paesaggi innevati: tutta la suggestione del Natale passava attraverso quelle figure, che ci portavano parole affettuose  e frasi augurali, spesso un po' stereotipate, ma non importa, di parenti e amici più o meno lontani.
Tra tutte le cartoline, quelle inviate  dalle care anziane zie della mamma si indovinavano senza bisogno di leggere dietro, perché era loro abitudine, derivata da una profonda religiosità e devozione, fare gli auguri con immagini della Natività,che recavano il richiamo più diretto al Natale ed al  messaggio di amore e di pace che da sempre parla al cuore di tutti.
Il babbo prese la cartolina arrivata pochi giorni prima e ritagliò il contorno delle figure, che in quel modo presero un particolare rilievo, avendo cura di ripiegare la parte inferiore per dare stabilità all'immagine e poca paglia accostata al cartoncino servì sia a nascondere il piccolo trucco che a rendere più realistica la stalla.
Finalmente la grotta di carta ospitava la Sacra Famiglia e le umili bestie che riscaldavano il Bambino appena nato.
Qualche casetta di cartone, colorata da noi con le matite, completava il paesaggio, insieme alle chiazze verde intenso del muschio umido, grattato dai muri  e dalle cortecce esposte a nord, e sassi di diverse dimensioni. Sulla stradina di segatura l'unico pastorello, da solo ,si era messo in cammino, con la sua pecora sulle spalle, forse un po' smarrito e stupito per quella inconsueta solitudine.
Quello fu l'unico presepe fatto per noi dal nostro babbo.
Molti anni e molti avvenimenti dopo, il pastorello trovò compagnia in altri presepi di casa nostra, che negli anni hanno accolto la nascita di Gesù Bambino.

sabato 22 dicembre 2012

Canto nella notte



Una via di mezzo tra un clown e Papà Natale. Ecco come mi appariva la faccia del babbo, insaponata per la rasatura, la nuvola di schiuma, le labbra libere che, per contrasto, mi apparivano molto più rosate del solito.
Labbra che, nonostante l'operazione in corso, continuavano ad essere in movimento.
Infatti anche il tempo di farsi la barba doveva essere messo a frutto e lui ne approfittava per ripetere i passaggi più impegnativi della Missa Pontificalis, che la Schola Cantorum della parrocchia stava ripassando, per accompagnare la Messa solenne di Natale, ormai imminente, e per quell'occasione il coro doveva dare il meglio, ovviamente.
La solennità delle parole in latino scendeva sulla mia testa riccioluta come qualcosa di misterioso e incomprensibile, ma il fatto che il babbo avesse con quei versi tanta confidenza da cantarli durante la toilette quotidiana creava una certa familiarità e anche tanta curiosità.
"Mi ci porti alle prove?".
Le 9 di sera,occorreva essere pronti  con la cena, perché l'impegno delle prove era irrinunciabile ed io tentavo di convincerlo, nonostante lui mi disuadesse: "Ti annoi, è in latino..."
"Ti ho sentito, hai detto "...santa, cattolica, apostolica!"
Insistevo, ripetendo le poche parole del Credo che avevo captato e memorizzato.
Così una fredda sera prenatalizia la spuntai e, col cappottino color cammello abbottonato fino in cima  e la sciarpa che lasciava fuori solo il nasetto, mi avviai alla chiesa per mano a babbo.
La chiesa, fredda e deserta, avvolta nella penombra, incuteva un certo timore, se non fosse stato per la sua presenza rassicurante e raggiungemmo  il parroco e gli altri coristi dierto l'altare, dove era posizionato l'organo.
Era il Pievano stesso a suonare ed a istriure il coro.
 Tutti mi salutarono con affetto e familiarità: "Nini, ci sei anche te, con questo freddo..."
Poi le prime note dell'organo si diffusero nell'aria gelida e, senza staccare le mani dalla tastiera, ad un cenno del capo del sacerdote, le voci cominciarono ad intrecciarsi nel Kirye:
alla profondità dei toni baritonali si contrapponevano i toni alti dei tenori e le voci femminili dei soprano, in un insieme di armonia celestiale.
Io ascoltavo rapita, dalla scaletta dietro l'altare sulla quale avevo preso posto, piuttosto in alto, e di lassù seguivo la complessa melodia, le vocali modulate per cui ogni parola acquistava una solennità totale.
La struttura del Kirye, con le formule ripetute per  tre volte,  senza voler mancare di rispetto né alla religione né alla musica, non è certo la composizione più adatta a trattenere a lungo l'attenzione di una bambina.
Quando poi il Pievano, rilevando alcune imperfezioni, fece un cenno e pronunciò le parole "Da capo", non nego di aver avuto il sospetto che ce l'avesse con me.
Provai a distrarmi in qualche modo, dopo tutto ero in una posizione elevata, a pochi passi dalla culla vuota che presto avrebbe accolto la bella statua di Gesù Bambino, circondata da una corona di luci.
L'ora tarda, il freddo, la mia lotta per non lasciarmi vincere dal sonno era davvero sempre più debole. L'idea della culla, poi richiamava il pensiero del mio lettino. Sentivo la musica  come una ninna nanna   lontana lontana e le mie palpebre si facevano sempre più pesanti.
Il babbo se ne accorse e, prima che cadessi giù dalla scaletta, mi prese in braccio e mi adagiò su una panca vicino a lui.
Il canto continuò a cullarmi e non ricordo come tornai a casa.

martedì 18 dicembre 2012

Schiaccianoci in festa

Ecco la favolosa scenografia allestita per la prima rappresentazione de
 "Lo schiaccianoci"

ed ecco il Doodle di oggi con il quale Google ricorda
 il 120° anniversario della prima rappresentazione
 Da questo piccolo blog non poteva mancare 
l'omaggio al grande balletto, 
che da allora affascina generazioni di spettatori 
di tutte le età:

Buon Compleanno, Schiaccianoci!

domenica 16 dicembre 2012

che la diritta via era smarrita

Non è la  metafora dantesca, ma , alla lettera, mi sono persa sul Monte Legnaio.
E 'una bassa collina che limita il mio paese, Vecchiano,  a Nord  Ovest, squarciata dall'escavazione di pietra da costruzione e ormai nessuno spera più in progetti di ripristino. Ecco che il triangolo quasi verticale  di pietra viva ormai da anni caratterizza in negativo il paesaggio per chi arriva dal mare.
Poco più in là, un  ripidissimo sperone di roccia ospita il Santuario della Madonna di Castello, che riassume e simboleggia tutta la nostra storia paesana.
Il bosco del Legnaio, le sue pendici coperte di cespugli di ginestre e di mirto, interrotti da uliveti adesso in buona parte recuperati, le tante specie di erbe  e bacche e cespugli: un luogo conosciuto e familiare, dal quale l'occhio spazia verso il paese e  il piano coltivato, con il Serchio che fa da confine, il Lago di Massaciuccoli e poi si perde nella linea lontana dei monti e nel luccichio del mare.
Eppure in questo posto così nostro e vicino, stamattina mi sono persa, in un modo che ha qualcosa di illogico e di assurdo.
Per ottenere il favoloso liquore di Mirto che da un po' di tempo arricchisce la nostra collezione di liquori fai da te, mio marito ed io  abbiamo approfittato di una mattina dolcissima, i ragazzi entrambi occupati con i loro amici .
Le bacche erano pochissime e, un po' per cercare, un po' per curiosare, contrariamente alla mia abituale prudenza, ho cominciuato a salire lungo il fianco del monte e dal sentiero basso mi sono trovata  in una posizione dalla quale era difficile tornare indietro ed ho ritenuto opportuno continuare a salire per scollettare sul sentiero più in alto. Valutazione estremamente sbagliata, perchè dalla mia posizione il percorso era difficile e pericoloso, fuori da ogni traccia di passaggio.
Il Legnaio non è il K2, ma nemmeno io sono Messner.
Senza abbandonare il sacchetto con una manciata scarsa di bacche e un altro con un  po' di muschio, in alcuni tratti procedevo a quattro zampe, sembravo Gollum con il suo "tessoro", mi venivano in mente le peggiori conseguenze.
Come in un labirinto beffardo, spesso mi trovavo in un punto chiuso, dove il muro a secco era troppo alto  e cespugli e rovi non solo chiudevano il passaggio, ma rendevano rischioso ogni spostamento. Un bastone rimediato mi ha aiutato a saggiare il terreno e  sono andata avanti, quasi sempre a caso, sempre più scoraggiata.
Ho chiamato, tante volte, ho pianto, ho gridato, ho pregato.
Qualche pallottola di cacciatore poco lontano aumentava la mia angoscia e il cellulare alla mia chiamata  per Antonio restituiva il messaggio vocale ...
Cercavo di dare una logica al mio percorso, dirigendomi verso Est, in direzione del paese, e verso l'alto, in direzione del sentiero conosciuto, ma è più facile adesso scriverlo che stamani metterlo in pratica.
Il piano B consisteva nel chiamare mio fratello e dare l'allarme. Pazienza per tutti...
Ho proseguito con qualche tentativo prima di ricorrere all'ipotesi più realizzabile, quando, superando l'ultimo muro a secco, per me un'impresa disperata, come tutto il cammino fino lì, sono arrivata all'attacco del sentiero cercato.
Mi è sembrata la via del paradiso e ho ringraziato il Signore.
Ho iniziato la discesa, sono arrivata alla  macchina, ho proseguito verso il punto da dove ero partita, sempre più affannata e stanca, sudata e tremante nello stesso tempo e chiamavo a squarciagola, finchè Antonio non mi ha risposto.
Al crollo della tensione è corrisposto il crollo fisico delle poche energie rimaste.
Lui, con appena una sfumatura di durezza nella voce, mi ha chiesto da lontano " Cos'hai fatto? " ed io, che di solito abbondo in parole ho risposto "Niente!".
Mi ha abbracciato e consolato, ho sentito che era freddo di sudore gelido.
Mi sono seduta su un sasso e mi sono messa a piangere. Poco dopo ridevo: reazione mista, la chiamano gli psichiatri.
Abbiamo intrapreso la via del ritorno, raccontandoci le reciproche ansie e paure: lui mi cercava in basso, temendo una mia scivolata o caduta ed avendo ben presente la mia difficoltà a salire, io andavo verso l'alto, nella direzione opposta..."Non lo diciamo a nessuno, è da imbranati..." ed infatti sono qui a scriverlo sul blog.
Il tutto in un fazzoletto di bosco, pochi metri quadrati di monte, a due passi da casa...ma poi intervengono tutti i se e i ma...
Ho avuto la prova che il mio cuore e  le mie gambe  sono ancora in buone condizioni, il mio cervello no comment.



venerdì 14 dicembre 2012

Un anno di blog



E allora in qualche modo bisogna festeggiare.
Era una giornata grigia e piovosa, come oggi.
Il mondo era pieno di incertezze, come oggi.
Intanto si avvicinava Natale, come oggi...
il tempo SEMBREREBBE CHE non fosse passato.
Invece in un anno, quante cose!

Un po' per celia e un po' per non avere voglia di fare granché, proprio un anno fa cercavo di postare un commento alla mia amica Debora, autrice del blog "Clarinetti"e trasmigrata da Slpinder con molti altri Splinderiani, ma non riuscivo a pubblicarlo: mea  culpa e della mia scarsa competenza telematica.
E quando per l'ennesima volta è apparsa la finestra "crea un blog", senza prendermi troppo sul serio, mi sono registrata e poi, il resto chi mi segue lo sa già!
Fata Confetto ha mosso i primi passi nella blogsfera, curiosa e un po' impacciata, superando scogli tecnici , ha anche dovuto cambiare casa ed è arrivato Lo schiaccianoci.
Ma soprattutto si è creata una rete nella rete, di contatti diversi e stimolanti, che sono il sale e la vita del  blog, perché, di qualunque natura siano, virtuale o meno, lo scambio di idee e opinioni, la condivisione di punti di vista, l'espressione della propria affettività sono sempre un motivo di crescita e arricchimento, a tutte le età e questa è una cosa bella da costatare giorno per giorno.
Grazie a tutti!



lunedì 10 dicembre 2012

Apocalisse proprio now...



 "Ed ecco riapparve il drago, nel cielo oscurato dallo spread,
 tra nuvole di fard, sostenuto da schiere di amazzoni botulinate.
  E con la coda trascinava 332 parlamentari
 e li precipitava sulla testa
 del governo e del popolo italiano." 

venerdì 30 novembre 2012

Festa della Toscana



Non è certo in un clima di festa che quest'anno ricorre la Festa della Toscana.
Ai disagi in tutti i settori della vita civile, dalla scuola all'economia, che da tempo affliggono le famigie e le istituzioni, e dei quali, nonostante certi presunti spiragli, non si vede la fine, si sono aggiunte le conseguenze disastrose del maltempo in molte parti della nostra Regione e le ultime notizie non sono affatto confortanti.
Messe da parte, per ora, le polemiche e le battute sulla nuova suddivisione delle province, che alimentate dal campanilismo e dalla goliardia del proverbiale spirito toscano, spuntano tutte le volte che si parla dell'argomento, questo è il momento  del soccorso e dell'azione solidale e concreta, le sole strategie che sono in grado di alleviare le sofferenze e rimediare i danni che molti hanno subìto dalla furia di una natura che diventa improvvisamente nemica, ma talvolta la mano dell'uomo non è completamente estranea.
Per una coincidenza che in questa situazione appare un po' beffarda, la Festa regionale a Carrara, una delle zone più colpite, coincide con la festa di  S.Andrea, che vede affiancarsi all'aspetto religioso anche quello tradizionale.
Soprattutto nel passato, tra bancarelle e robusti panini con la porchetta, accompagnati da altrettanto robusti bicchieri di vino che serviva agli adulti per contrastare il freddo di fine novembre, i bambini aspettavano con entusiasmo di scegliere  il   giocattolo desiderato per la festa del Santo.
La Festa della Toscana è stata collocata nella data dell'emanazione dell'Editto Leopoldino che, in un mondo ancora dominato dai poteri assoluti, abolì nel Granducato di Toscana, primo tra gli Stati Europei, la pena di morte e la tortura,  portando una nuova visione della giustizia  e dei diritti fondamentali di ogni uomo e segna un confine non solo simbolico ma reale tra la barbarie e la civiltà.
L'identità storica e culturale della Toscana e della sua Festa richiama questo evento e questi valori, con forza e convinzione anche quando, come in questo periodo, le avversità rendono difficile il cammino.

domenica 25 novembre 2012

Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne



Una Giornata  di estrema e tragica attualità quella che ricorre oggi, 25 Novembre, la Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne.
Non voglio ripetere il virgoletta "oggi sarebbe", come per il post sulla giornata dello studente, per non ripetere un ritornello che diventa monotono,  per non dare il via ad un mantra sconfortante, per non costruire uno stereotipo di scontata, e perciò scadente, ironia.
Però, in effetti, questa data, portatrice di un significato simbolico associato ad un avvenimento di inaudita ferocia, cade iu un periodo particolarmente virulento, che vede una sequenza serrata di fatti tragici, pur nella diversità di ogni singolo caso, che  si assomigliano  nelle cause, nelle modalità e nella morte che pone fine ad un Calvario, diverso e uguale, di una vita femminile spezzata , spesso da chi doveva proteggerla e condividerne l'affetto.
Dalle Istituzioni e dalle Associazioni dichiarazioni, iniziative e manifestazioni di diversa natura danno voce e visibilità ad un fenomeno in devastante aumento che riguarda tutti, perché senza l'Altra Metà del Cielo, come poeticamente è stata definita l'Umanità Femminile, il Cielo non può esistere.

martedì 20 novembre 2012

SOS Vivisezione appello

                     Ho ricevuto dalla LAV  Lega Anti Vivisezione  
                           la mail che riporto integralmente qui di seguito


Da oltre nove mesi seguiamo da vicino il lavoro della XIV Commissione
del Senato. E da oltre nove mesi aspettiamo il voto sull'articolo 14,
già approvato dalla Camera con il Sì del Governo.
Mercoledì 21 sarà la giornata decisiva.
Approvare l'articolo 14 vuol dire:

  • vietare l'apertura di nuove Green Hill;
  • mai più allevamenti di cani, gatti e primati in Italia per la vivisezione;
  • mai più sperimentazioni senza anestesia;
  • promozione di una ricerca moderna che investe nei metodi alternativi.
Per questo ti chiediamo di sostenere la nostra richiesta ai Senatori
di votare Sì all'articolo 14.

Altrimenti avremo solo il recepimento della negativa direttiva europea
2010/63 e senza alcun vincolo.

Bastano pochi secondi, compila il form che trovi cliccando quie potrai
inviare una email a tutti i Senatori che hanno in mano il destino
degli animali utilizzati per la vivisezione nel nostro Paese.
E se vuoi aiutarci ancora di più invita tutti i tuoi amici a firmare!

Abbiamo bisogno del tuo aiuto, tu che ci sei sempre stato vicino
per l'affermazione dei diritti degli animali, e continui ad esserlo.
Grazie a te è stato possibile arrivare fino a qui.
Con la tua firma continueremo a lottare e saremo ancora più forti!


 Aiutaci a far approvare l'articolo 14!

                                                    ***

 Invito gli amici blogger a divulgare l'appello e tutti i sostenitori dei diritti degli animali a firmare per questa azione di civiltà contro le pratiche crudeli che spesso obbediscono alle leggi del profitto più che a quelle della scienza.
Gli animali non parlano, non scrivono , non protestano, noi sì!

sabato 17 novembre 2012

Oggi "sarebbe" La giornata Internazionale Degli Studenti



Lo Schiaccianoci:" Perché quel brutto virgolettato nel titolo, Fata Confetto?
Gli eventi che hanno portato a questa ricorrenza sono scritti nella Storia e nella memoria collettiva e i valori che la ricorrenza promuove coinvolgono la coscienza e il progresso dell'umanita"

Fata Confetto:" Caro Schiaccianoci, basta guardarsi intorno, spesso anche in casa propria, ascoltare un notiziario, leggere un giornale o girare in rete : accanto alla disperazione che dilaga, proprio in questi giorni, le cariche della polizia contro gli studenti ci portano indietro, neanche di tanto, al tempo delle proteste contro il decreto Gelmini.
Anche allora s videro poliziotti contro ragazzi, manganelli contro zaini ( oggi spesso sostituiti da  scudi simbolici, talvolta portatori di slogan, anche rabbiosi, talvolta di titoli di grandi opere, a simboleggiare la cultura offesa).
Abbiamo creduto allora che fosse il governo berlusconiano  dell'ignoranza e del populismo di facciata a ricorrere a quei metodi.
 Non ci apettavamo che anche nell'epoca del governo dei tecnici , o dei "professori", si ricorresse agli stessi mezzi per gli stessi fini.

giovedì 15 novembre 2012

Vi ringrazio...



Ringrazio vivamente tutti gli amici che mi hanno raggiunto nel nuovo blog, che si sono uniti ai lettori e che hanno commentato.
 Tante grazie per la vostra amicizia e la vostra presenza.
Avevo un certo timore che il trasloco nuocesse alla continuità dei contatti (non è possibile trasferire i lettori fissi!!magari!) ed invece sono già in buona e gradita compagnia!!
Scusate se vi ho sollecitato, approfittando della vostra pazienza e della vostra disponibilità, ma , non funzionando i famigerati aggiornamenti dalla Fata ( causa di tutto il trambusto) ed essendo questo nuovo schiaccianoci ancora privo di lettori, non avevo altra scelta per dare la notizia dell'apertura della nuova casa, nella quale sono molto lieta di accogliervi.
E adesso siamo qua, pronti a continuareil percorso del blog, con le parole e le idee, i pensieri e le immagini
da condividere con gli amici della rete, o, meglio,
  con gli AMICI!

martedì 13 novembre 2012

Benvenuti !



Benvenuti a tutti voi nel nuovo blog di Fata Confetto...e non è per niente facile trovare una nuova casa alle fate! Loro, si sa,sono un po' "choosy", sono abituate ai castelli delle fiabe, alle magioni regali dove si danno grandiose feste e guai a dimenticarsi di invitarne anche solo una, basta vedere il gran bailamme che mise in piedi la collega dark della Bella Addormentata.
La bacchetta magica non basta e c'è voluto un po' di tempo e di pazienza per portarsi dietro l'attrezzatura.
I vecchi post ci sono tutti, con il loro corredo di commenti: mi dispiaceva troppo perderne le tracce.
Anche le mie passioni hanno trovato accoglienza nella nuova casa di Fata C. ed hanno ripreso il loro posto sotto l'intestazione: le parole in versi e in prosa dei sonetti e dei racconti, il girotondo delle filastrocche, i  sapori e i profumi delle mie ricette e dei liquori fai da te.
Qualche gadget è rimasto a farmi compagnia e poi... il resto è vita!
Come i lettori del blog ben sanno, perché se ne è parlato assai spesso, il malfunzionamento dei feedback e la conseguente mancanza di visibilità degli aggiornamenti ( penalizzazione non indifferente per un blog) sono stati la causa di questo trasloco, incrociando le dita delle mani e dei piedi per il futuro, perché non c'è mai niente di scontato in questo mondo tecnologico.
A meno di un anno dall'inizio (Fata Confetto ha cominciato a pubblicare il 14 Dicembre 2011) il gruppo dei followers è diventato sempre più numeroso e per questo ringrazio tutti i lettori che si sono aggiunti, che hanno visitato le mie pagine e che hanno lasciato i loro sempre graditi commenti.
Spero vivamente che anche "Lo schiaccianoci" abbia il piacere di ospitare le vostre visite e numerosi commenti e ringrazio tutti coloro che si uniranno ai lettori del nuovo blog e che continueranno, mi auguro, questa amicizia online, che in questi mesi è diventata sempre più gratificante e significativa.

lunedì 12 novembre 2012

Premio Unia


Con vero piacere ho ricevuto dalla giovane amica Sheryl, autrice del blog
Vola Solo Chi Osa Farlo
  il Premio Unia (creato da Korè)



 Questo Premio, oltre ad essere caratterizzato da questa  suggestiva immagine onirica,
 si distingue perché pone l'attenzione sulla lettura.
Per questo  mi ha fatto veramente molto piacere, poiché la lettura è sempre stata una mia grande passione, fondamentale non solo per la crescita culturale, ma anche per quella affettiva ed umana.
Questo è particolarmente valido per chi, come me, ha una formazione essenzialmente da autodidatta e perciò entra in rapporto vitale, intellettualmente ed emotivamente, con il libro che gli apre il mondo.
Grazie di cuore a Sheryl <3

Le regole sono:
1) Rispondere a queste 7 domande.

- Qual'è il primo libro che hai letto in assoluto?
Un piccolo libro della bibliotechina scolastica, foderato di carta da pacchi marrone dalla mia cara maestra Emilia, intitolato "Racconti di Animali". Ero in seconda elementare ( deve essere vero che più l'età avanza, più si ricordano particolari lontani nel tempo...)

- Hai mai fatto un sogno ispirato ad un( film) libro che hai letto? Se si, racconta.
Non ricordo sogni particolarmente legati ad una lettura, ma nella elaborazione inconscia dei sogni senza dubbio la lettura influisce,poiché produce emozioni profonde.

- Qual'è la prima cosa che ti colpisce in un libro? La copertina, la trama o il titolo?
Dico il titolo; oltre che indicare il contenuto, spesso rivela il registro della narrazione:
 dramma, ironia, fantasia, ricordi...

- Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?
Piangere no, ma lasciarmi coinvolgere emotivamente si, quasi sempre.

- Qual'è il tuo genere preferito?
Narrativa classica e moderna, saggistica in alcuni campi ( sociologia, politica, psico-pedagogia)

- Hai mai incontrato uno scrittore?
Come ho scritto più volte sul blog, io vivo  a Vecchiano, vicino a Pisa, il paese natale di Antonio Tabucchi, recentemente scomparso.
Non ho avuto occasione, purtroppo, di conoscerlo personalmente, ma mio fratello era suo amico personale, come molti altri compaesani e qui è viva la presenza e il ricordo di questo nostro concittadino che ha vissuto per la letteratura ed ha portato n Italia e nel mondo il nome del nostro paese, tanto che per me non sarebbe normale parlare di lettura, e quindi di letteratura, senza citare questo scrittore"nostro" nel senso più stretto.

- Posta un'immagine che rappresenta cosa significa per te la lettura.

La lettura è scoperta del mondo, fuori e dentro di noi.




2) Assegnare il premio a 7 blog.
Come nelle occasioni precedenti, io passerò il premio a due blogger,  per motivi vari sui quali abbiamo già riflettuto con alcuni amici della rete, senza togliere significato al Premio, anzi per valorizzarlo maggiormente, rendendo l'assegnazione più mirata e personale.
Ecco  i due blog prescelti:
                                                                      Loretta Romano
http://lorettaromano.blogspot.it/  
di Loretta Romano

17 commenti:

Antonella ha detto...
Ciao Marilena, questo premio di Korè è bellissimo, l'ho ricevuto anch'io e l'ho trovato veramente significativo.
Non posso aiutarti per il tuo problema perchè da me, per il momento non si è mai presentato.
A presto.
Antonella
stella dell 'est ha detto...
Grazie Fataconfetto/Marilena sei gentilissima,bellissimo questo premio,lo prendo subito.
Buon fine settimana da Olga.
stella dell 'est ha detto...
Anch'io sono invasa dalla pubblicità che disturba molto,se contatti l'assistenza blogger mi fai proprio un gran piacere.
MANDI dal Friul!Olga
Euridice [Patrizia B.] ha detto...
Complimenti cara Marilena per questo tuo meritato premio che dimostra ancora una volta la tua bravura!
Un abbraccio,
Euridice|Patrizia


fata confetto ha detto...
@ Antonella
Condivido il tuo il parere sul Premio Unia, veramente significativo. Il problema pubblicitàò per adesso si presenta in modo intermittente, speriamo bene:))

@ Olga
Sono stat da te ed ho visto l'interessa nte post che hai pubblicato con il premio.
La pubblicità intrusiva per adesso qui non si vede:)

@ Euridice
Sei troppo generosa, cara Patrizia, grazie per la tua visita:)

Lalila ha detto...
Io passo adesso e non trovo nessun link di pubblicità...
chissà magari si è risolto il problema!

ho guardato nel forum di blogspot e non ho trovato alcun cenno in merito...

mah!
Gianna ha detto...
Ho aperto senza problemi la pagina dei commenti.

Complimenti per il premio ricevuto.
fata confetto ha detto...
@ Lalila e Gianna
Il problema c'è ancora , anche nel modulo commenti , ma sembra in diminuzione.
Strano che nel forum nessuno ne parli.
L'ho notato anche da Euridice
Grazie per la visita e per l'interessamento:)

edvige ha detto...
Ciaoo non so a cosa ti riferisci esattamente ma non ho avuto problemi. Complimenti per il premio un abbraccio e buona settimana.
Saray ha detto...
Fai incetta di premi..brava!! Ti lascio un affettuoso saluto. ;)
fata confetto ha detto...
@ Edvige
Ciao Edvige , mi riferisco purtroppo alla pubblicità, non quella inserita correttamente ( AdSense), ma quella che disturba nello spazio del post e in bacheca.Grazie della visita:)

@ Saray
Grazie, carissima,
i premi virtuali sono sempre una gradita sorpresa, dovuta più alle amicizie della reta che alla mia bravura, figuuuurati!:)

edvige ha detto...
Capito hai ragione infatti su tanti si apre pubblicità non richiesta ma qui non mi è mai capitato ciaooo
Bruna ha detto...
Carissima Marilena, scusa ma non amo partecipare ai vari "giochi e/o catene ..... Però voglio rispondere che il mio primo libro in assoluto ( a parte il catechismo ed i libri scolastici) è stato sull'apparizione della Madonna a Lourdes. Non ricordo il titolo. Mentre l'ultimo, che sto leggendo è "L'inverno del mondo" di Ken Follett.
Ti mando il mio amichevole abbraccio.. Bruna... ciaoooooooo
Cavaliere oscuro del web ha detto...

L'apertura delle pagine è dovuta spesso a widget installati nel blog e uno di quelli è il contatore con il mappamondo presente a fondo pagina.
Leggi anche questo:
http://productforums.google.com/forum/#!topic/blogger-it/0bP0ROkf_ZQ
Se il problema persiste, può essere dovuto a un malware presente nel tuo PC e una scansiona antivirus può aiutare a rimuoverlo.
Saluti a presto.

fata confetto ha detto...
@ Bruna
Anch'io non amo giochi e catene, ma non capisco il senso della tua affermazione nei commenti di questo post. Ti riferisci forse ai premi vituali? (qui le domande erano per me, non me i visitatori...)
Nel mio blog se ne è parlato diffusamente un po' di tempo fa.
A prescindere, le tua visite sono sempre molto gradite. Un caro saluto

@ COdW
Ti ringrazio per consigli e suggerimenti, sempre utili e benvenuti.
Un saluto a te
Loretta ha detto...
Ciao Marilena complimenti a te per aver ricevuto questo premio! Ti ringrazio davvero tanto per aver pensato a me per questo premio, ne sono onorata!
Ti ringrazio di cuore! Un bacione ^-^
fata confetto ha detto...
Ciao Loretta,
come dico nel post, questo premio è decisamente molto adatto a te,la tua inclinazione per lascrittura non può prescindere dall'interesse per la lettura, perciò complimenti vivissimi :)

Donne uomini e violenza


19 commenti:

maria antonietta ha detto...
ciao Marilena
hai messo il dito su una piaga dolorante...
un abbraccio

mariantonietta
fata confetto ha detto...
Ciao Maria Antonietta,
è una realtà talmente tragica che non ci si può astenere dal prendere una posizione forte e palese.
A questo proposito ti invito a sottoscrivere, se non l'hai già fatto, la petizione di cui al post del 23 ottobre.
Ti saluto con tanto affetto:)
Marilena
Sheryl ha detto...
Ciao Marilena,
purtroppo al mondo ci sono tanti, troppi casi di maltrattamento delle donne...è una cosa orribile.

Ne approfitto per dirti che ho risposto al tuo commento su Immagini a Go-Go, se vuoi andare a leggerlo ^^
Un abbraccio
Fioredicollina ha detto...
la violenza è davvero una brutta cosa :-(
passo ad argomenti + sereni x ringraziarti di aver aderito allo swap noel! a presto cara fata!
stella dell 'est ha detto...
L'ho postato nel mio blog!Buona serata.Olga
Cavaliere oscuro del web ha detto...
Bisogna fermare assolutamente questa piaga.
Saluti a presto.
Coloratissimo ha detto...
Cara amica,la violenza sulle donne è sempre esistita e non solo quella dei violentatori e degli assassini per futili motivi ma quella subdola psicologica,dove la Chiesa ha delle grosse responsabilità,dai secoli passati a l'oggi,avendo considerato la donna un essere inferiore non degno del sacerdozio e delle alte cariche eclesiali.
Oggi,come sempre quando si verificano dei casi ecclatanti di violenza ecco tutti ad insorgere con la solita pretesa di nuove leggi e pene più dure per i violenti a qualsiasi titolo,ma è solo con la vera emancipazione della donna nella famiglia,(dove la donna,in molti casi svolge un ruolo sottomesso nonostante lavori come se non più di un uomo) e nella società civile che questa vergogna potra essere se non eliminata almeno circoscritta a pochi casi.
Un caro saluto,fulvio
Arianna ha detto...
Ciao Fata,
che piacere riscrivere sul tuo blog.
Purtroppo non sono riuscita a leggere il post sul quale sto commentando... ed avrei una richiesta in merito da farti: potresti togliere, modificare o spostare il gadget della foglia con scritto : "io adoro l'autunno e tu?"
e anche quello del gattino con scritto: "Ho scritto tot post. ci sono tot commenti." ?

Te lo dico perchè rimangono in primo piano e quindi se ho la finestra aperta sul tuo blog ma ridotta, non visualizzo bene i tuoi post perchè ci sono questi gadget che coprono la visuale e non riesco a leggere proprio i post.
Ed è un peccato!

Certo, tu mi dirai, puoi tenere la pagina totalmente aperta.. ma io ti risponderei solo dicendoti che molte persone come me, magari lavorano con più finestre aperte sul pc e tendono quindi a tenerne varie ridotte, perciò te lo chiedo come consiglio soprattutto!

Fammi sapere dai! :D

un abbraccio.



fata confetto ha detto...
@ Sheril
sono d'accordo con te.
Ho letto e risposto da te al tuo commento sulla rubrica settimanale.
grazie, a risentirci :)

@ Fiore
Grazie pwr la visita e buon proseguimento con la tua iniziativa:)

@ Olga
ti ringrazio vivamente per la condivisione.
buona serata a te:)

@ Cavaliere OdW
Con l'impegno di tutti qualcosa cambierà, guai a non provarci!

@@ Fulvio
la tua visione è condivisibile e, in effetti, è condivisa da molti.
Grazie per il tuo contributo.

@ Arianna
Dopo Halloween il ragnetto cede il posto alla foglia e dopo l'autunno la foglia cede il posto alla gattina e si cambia sfondo! Un po' di pazienza...panta rei!
Grazie pr la visita:)
Audrey ha detto...
Il tema della violenza è davvero delicato e non è facile parlarne senza infervorasi, almeno per me, che ho conosciuto delle donne che ne hanno subita tanta e in vari modi. Alla giustizia di questa nazione non credo,ma spero che ci sia una giustizia divina per chi non ha cuore.
A presto e buona giornata
fata confetto ha detto...
Il tuo commento accorato, Audrey,è indicativo della passione che metti nelle cose che affermi.
E' giusto avere una visione realistica e nel contempo fare ciò che ci compete per migliorare,anche esprimendo la propria opinione.
Il silenzio e l'indifferenza sono perdenti.
Saray ha detto...
Alcuni consigli li ho sentiti spesso in tv, altri non li conoscevo. Post utilissimo il tuo, sicuramente da far girare. Perchè a volte basta anche un piccolo consiglio per salvarsi da questi individui. Bacioni cara :)
creaconamore ha detto...
Ciao Marilena, dal blog di Fiordicollina ho saputo di essere abbinata a te nel swap di natale e allora sono subito venuta a trovarti....Leggendo il tuo blog, non posso che essere ammirata da quello che scrivi, nel tuo mondo tu stai aiutando... Da oggi passerò per il tuo blog, ciao Maria Teresa
fata confetto ha detto...

@ Saray
Anche se il cambiamento fonfamentale deve prodursi dentro di noi,intanto mettiamo in atto quello che si può fare da subito:)


@ Maria Teresa
Ciao Maria Teresa,
mi dai una piacevole novità e mi affretto ad andare da Fiore.
Intanto ho dato una sbirciatina alla tua pagina e vi ho trovato realizzazioni molto belle e originali.
Il mio swap è una cosetta da dilettanti, non ti aspettare un capolavoro.
Quello che conta è stabilire relazioni positive tra blogger, come ben sa chi si dedica a questa forma di comunicazione .
Ti saluto con tanto piacere di aver avuto l'occasione di conoscerti :)
Marilena
anna ha detto...
Cara mari,purtroppo la violenza fine a se stessa è una piaga di oggi,anzi, un cancro incurabile perché coinvolge i più deboli:bimbi,animali,anziani,e anche donne.La cosa che più mi colpisce è che questo sia sotto gli occhi di tutti e allo stesso tempo invisibile.
Eppure una donna che muore ogni tre giorni nel nostro paese è una mostruosità,gli assassini dopo poco tornano liberi.
Strano...!
Dunque qualche consiglio non fa mai male;anche a me da fastidio che venga limitata la mia libertà ma se serve perché no,ormai le cifre sono spaventose, da guerra quasi.
Anche io credo in Dio e in una giustizia divina ma intanto mi adeguo a questi tempi così strani
(strani per una di 55 anni che ha conosciuto tempi per certi versi migliori di questi)e presto attenzione a quello che faccio.
Mia cara mi chiedevi un commento e ti ho fatto un poema.Ciao da una pisana in cattività.

fata confetto ha detto...
Cara Anna Maria,
sapevo del tuo interesse per questo tragico tema, altrimenti non avresti iviato l'articolo che ho pubblicato con l'intento di dare voce ad ogni possibile rimedio.
Il tuo contributo non è più lungo del necessario che occorre ad esprimere il proprio pensiero, che è lo scopo del blog e dei suoi frequentatori.
Ti aspetto sempre con piacere e ti saluto con affetto:))
maria antonietta ha detto...
esistono vari tipi di violenza, tempo fa, colpita da un articolo indagine scrissi il mio pensiero

La violenza

Non vi è peggior
Crimine della violenza verbale
Quella fisica fa male
Ma i lividi
Guariscono in
pochi giorni
L’altra apre ferite
Che non si chiudono mai.
Chi colpisce,
la sua preda
conosce bene,
sa come fare:
umilia, schiaccia,
ferisce
non lascia,
per l’occhio estraneo
nessuna traccia.
Il cuore ferito
Vorrebbe scappare,
Ma l’infame sa
Che, il “tappetto da sbattere”,
non lo
potrà fare.
La povera lepre
è consapevole
che,
dal suo timore e dalla debolezza
nasce, del
violento, la forza
del mostro che,urla
per punire
la vittima,
della sua stessa paura,
infatti, non userebbe
mai violenza
Con chi è
Forte,
poiché non è
capace ,alla realtà,
star di fronte,
perciò scarica
sulla persona
fragile,
che del suo tempo
le ha donato le ore,
la sua impotenza
e il livore.
A testa alta,
espone la sua
vittima,
vantandone i pregi
davanti alla gente
che ignara
non si accorge
di niente.
Quanti cuori
Sofferenti,
accanto a noi stanno?
ci sorridono
mostrando una
serenità
costruita
per non mostrare
le ferite, le sofferenze
della loro
triste vita.



questa è la più silente e nefasta
un abbraccio
fata confetto ha detto...
E' vero, cara Maria Antonietta,la violenza che tu descrivi è la più vile e subdola, devastante senza apparire, impossibile da combattere.Dove può essere il riscatto? Coloro che la esercitano non rispondono a codici etici e morali, ma neanche al richiamo degli affetti: sono esseri umani??
Anna ha detto...
Il più delle volte sono persone deboli che si sfogano con chi ritengono più in basso di loro per sentirsi migliori...e forti.
Ho un'amica che in 12 anni di matrimonio è stata trattata come un rifiuto dal convivente:la passata primavera è finita al pronto soccorso e si è decisa a lasciarlo.
Lui è rimasto malissimo e le ha chiesto cosa avesse fatto di male; ma come si può pensare a questo modo?

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