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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
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sabato 5 gennaio 2013

Sssss, dormi, la Befana ti sente...


Passano gli anni e cambia il mondo intorno a noi, ma quando lei arriva, non c'è niente da fare, si prende la scena, da grande protagonista, assoluta primadonna, incontrastata giudice delle nostre azioni, qualità e vizi.
E, a suo insindacabile giudizio, ecco per tutti doni e/o carbone.
Per questo è amata e temuta,con ambivalente sentimento : lei è buona e cattiva, fata e strega, brutta e vecchia( ma non si può dire!) o vecchietta amabile, ma sempre vigile.

 Lei non premia tutti , come Babbo Natale, ma esige  il merito e punisce le mancanze: è questo che fa la differenza!
Sul blog di Mr. Soffio ho trovato un sondaggio sulla strofa originale della canzone della Befana e riporto il mio contributo anche qui,per ripagarmi dell'impegno che ci ho messo!)

"La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte,
e l'ha rotte in cima e in fondo
la befana ha il culo tondo"

Spero che la precisazione geometrica della forma del posteriore della Befana non induca i lettori a tacciarmi di mancanza di netiquette.
Non è per irriverenza verso la cara volitiva vecchietta che in Toscana si descrive questo particolare anatomico, che non è il solo riferimento associato al lato B della ineffabile donatrice di giocattoli e carbone (meritato sempre!).
Infatti il verbo che da noi si usa riguardo alla Befana, non è portare o donare o regalare...ma è, con licenza "caàre"( cacare).Usato anche per minacciare ragazzi e bambini trasgressivi.
Ora anche nel nostro rustico villaggio il vernacolo si è addolcito, ma la notazione antropologica era dovuta.
Con naturalezza e disinvoltura, compassate persone adulte e benpensanti hanno rivolto negli anni ai bambini la domanda" Cosa t'ha caàto la Befana quest'anno?" Oppure la minaccia "Ma la Befana 'un ti càa nulla,ti ci sta bene!".E al rientro a casa dopo una marachella imperdonabile:"Quando lo sa tu' padre, te n'avvedi, ti càa la Befana!" che sarebbe a dire "aspettati una punizione memorabile".
Così la Befana , misteriosa visitatrice di neri e fumosi  camini, dove i piccoli lasciavano un po' di legna perché la vecchietta si scaldasse nella sosta a casa loro, restava nel linguaggio comune di tutto l'anno, ad ammonire potenziali monelli , deterrente antico ed efficace, e poi, nella notte gelida, tutti con gli orecchi tesi per sentire i
passi sul tetto, finchè il sonno non faceva posto ai sogni di chicche e balocchi, in attesa che il mattino li trasformasse in realtà:

grazie Befana!

10 commenti:

  1. Ciao cara Fata confetto..un abbraccio grande e buona festa dell'Epifania! Smack

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  2. certo che la Toscana non si smentisce mai, obbliga sempre a schierarsi e a confrontarsi

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  3. Buona epifania ;)
    ciao ciao :D

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  4. buona Epifania, cara :) E simpaticissimo tutto il post! A roma invece si dice: La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, il vestito alla romana, viva viva la Befana!

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  5. Ciao Marilena, auguri per quest'epifania appena passata!
    Beatrice

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  6. Leggermente diversa da quella che conosco, la filastrocca!
    Buon anno!

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  7. La magia della Befana conquista grandi e piccini, con quel pizzico di mistero...

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  8. Buona sera mia adorata fata..
    ecco che trovo un post magico, e Già! il personaggio che affascina e incanta grandi e piccoli.
    Il vostro versetto è molto divertente! :D
    da noi dice:"neve gelo tramontana ben venuta la befana"
    e per i grandi viene cambiata in rime molto più colorite.
    ti abbraccio mia cara.
    Gabry

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