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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
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venerdì 3 gennaio 2014

Storia di una Stella Cometa


Una fortunata circostanza ha riunito, molte di noi colleghe ed amiche, nella nuova casa della carissima Lucia, che tutti ormai conoscono come mia gemella, non per  nascita, ovviamente, ma per affinità di sentimenti e di sensibilità.
Sono più che giustificate le perplessità di chi subentra nel gruppo, dalla diversità fisica tra di noi, molto vistosa, alle oggettive incongruenze anagrafiche.
Questa  rimpatriata  mi fa tornare in mente quando, un paio di anni fa, in una circostanza analoga, Lucia mi regalò lo stampo che, da allora, accompagna dolcemente la mia opera natalizia di pasticceria, come da foto acclusa e che, molto più pratico,  ha rimpiazzato la terracotta di cui parla questa  storia ...

STORIA DI UNA STELLA COMETA. 
C’era una volta…”un re” diranno subito i miei cari lettori. No, ragazzi, avete sbagliato.
C’era una volta una nevicata, una di quelle nevicate dicembrine che nessuno di solito prende sul serio ( “nel pomeriggio piove e strugge tutto” fonte Lucia>Meteo).
Intanto le neve fiocca candida e lieve, sempre di più si allontana la festa natalizia preparata da tempo con tanto entusiasmo e prevale il buon senso :“Rinvio”.
 Intanto, nell’incertezza della situazione, la maestrina neopensionata prepara un dolce tronco, la bouche de Noel ( accento circonflesso e dieresi introvabili per me sulla tastiera).
Il giorno successivo, la lieta penitenza di mangiare il tronco. Ai penitenti della famiglia si aggiunge mio fratello Mariano, che sa sempre quando venire a trovarmi.
Ma dopo alternanza di pioggia e gelo, l’appuntamento si rinnova, oscilla nelle ore pomeridiane e si consolida alle 16, mettiamo un circa per modestia, del 30 dicembre, giovedì.
La maestrina neopensionata vorrebbe tanto fare il copia e incolla del tronco del 17 dicembre, ma la tecnologia per adesso non è arrivata a tanto e perciò si accinge a fare il bis.
Non tutte le ciambella riescono col buco, ma anche i tronchi hanno i loro problemi.
 Specialmente se la pasticcera alle dosi degli ingredienti aggiunge q.b. di suo una dose di distrazione, presa dall’atmosfera idilliaca del sospirato rendez-vous.
L’abitudine di preparare contemporaneamente impasto e cioccolato si può trasformare in un sorprendente impasto nero, se la polvere di cacao cambia destinazione.
Non è il momento questo per dare luogo a comportamenti razzisti…
Mi sono ricordata di una terracotta napoletana a forma di cometa, spiazzata dall'invadente forno a microonde e fortunosamente riapparsa (…è una cometa) nel periodo natalizio.
L’ho comprata a Carrara quando abitavo là.
Con Lorenzo sul passeggino entrai in un vecchio negozio di Piazza Alberica, dove un rappresentante stava parlando male dei pisani…
Uscire? ingoiare il rospo? Polemizzare?
Mi limitai a chiedere con marcato accento pisano ( che io non ho):
“Un ci ha mi'a per caso una di velle teraotte napoletane a forma di ‘ometa?
Il  nemico si arrese con un sorriso…ed ecco, dopo un quarto di secolo,
la mia cometa riceve l’impasto nero e avvolgente come una carezza di Mami di Via col Vento.
Mi sono inginocchiata davanti al forno nel timore che l’impasto, non proporzionato al recipiente, strabordasse con effetti catastrofici e, favorita dalla posa mistica, quando il dolce è arrivato ai bordi ho implorato “Ora basta, Signore!”
E sono stata esaudita.
Non poteva mancare un piccolo inconveniente all’atto di sformare il capolavoro, che infatti si è un po’ ammaccato all’attacco della coda (posizione strategica anche per le comete).
 La nevicata di zucchero vanigliato ha fatto del suo meglio. Neve anche oggi.

              

7 commenti:

  1. Grazie della visita e Buon Anno cara Marilena!!!

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  2. Mi è piaciuto molto come hai raccontato la storia.

    Buon Anno, Marilena.

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  3. Che post meraviglioso che sa di buono, di cioccolato, zucchero e vaniglia, ma soprattutto di condivisione di amore..
    Cose che ci mancano tanto, ma proprio tanto..
    Un bacio mia deliziosa Fata Confetto!

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  4. Waaao, dev'essere sicuramente ottima!
    Oh, buon 2014, Marilena! :)

    Moz-

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  5. Mi piace questo tuo post! Un dolce bellissimo e di certo saporito, una storia bella con dei ricordi (anche questi) dolci....insomma: grazie per aver condiviso il tutto con noi :-)
    Buon Anno Nuovo e tanta felicità!

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  6. ciao Mary
    un abbraccio di buon anno
    scusa,vorrei un consiglio: come si fa a sistemare le due etichette sulla non violenza donne e bambini senza che si accavallino l'una sull'altra? grazie...kisssss

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