google-site-verification: googlee3c30f8ac430801b.html
"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
Benvenuti a tutte le ore di tutti i giorni

gioco con invito

lunedì 28 luglio 2014

Cento anni fa lo scoppio della Grande Guerra


" Una giornata di lutto "
Così nel post Angelus di ieri  Papa Francesco ha definito la ricorrenza odierna del Centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.


Cosa ha imparato l'umanità da quella e le altre grandi stragi  in questi cento anni di storia?
Il Papa ha sinteticamente ricordato i tre focolai di guerra delle aree Medio-Orientale, Irachena e Ucraina, un tragico sguardo a poca distanza dall'Europa, a sua volta turbata da interessi e economici e discordie politiche che soffocano ideali e valori e pesano sulle sue popolazioni in modo diverso, ma comunque drammatico.
Francesco ha pronunciato ancora una volta la sua accorata esortazione affinché "non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace".


                                     La Prima Guerra Mondiale,                                                         ultima guerra antica e prima guerra moderna.                                                  da mentecritica.net


La mia carissima mamma nacque nel 1914,  due mesi dopo lo scoppio del conflitto. L'Italia ancora non era coinvolta, ma entrò in guerra dopo un anno: quante volte abbiamo intonato l'Inno del Piave, per ricordare quel 24 Maggio1915.
Il nonno Guglielmò lasciò la sua sposa Isola e le due figliolette, Lina di tre anni e Ada di pochi mesi e partì per il fronte, assenza che si protrasse fino al 1918.
Sembra impossibile che alla mia mamma, tanto piccola all'epoca, siano rimasti ricordi precisi di quel tempo, dei quale lei stessa si stupiva. Eppure quante volte l'ho ascoltata raccontare quei momenti, sempre con le stesse parole e le stesse emozioni.
La vita modestissima della famiglia scorreva nell'assenza del babbo, intervallata dalle rare licenze, quando lui tornava dal fronte.
Nei racconti si usava questa breve espressione, "al fronte", senza altre descrizioni di luoghi ed eventi.
Di tutto quel mondo terribile della trincea, di morte e distruzione, loro bimbe conoscevano solo i ritorni del padre, stanco, sporco, sfinito.
La madre riempiva una grossa tinozza con l'acqua calda, giù nel cortile o sotto il portico, secondo la stagione.
Lui si spogliava completamente degli abiti militari, lei lo aiutava a lavarsi con energica sollecitudine, ad asciugarsi con i ruvidi asciugamani  di allora, tessuti con i telai di casa ed infine a rivestirsi di panni puliti.
Solo allora, ripulito dalla sporcizia del fronte e dell'estenuante viaggio e soprattutto  liberato dalle pulci, indesiderati ospiti che aggiugevano un tormentoso prurito ai già molti disagi, poteva finalmente riabbracciare le sue amate bambine, condividere qualche giorno di affetto familiare, prima del ritorno verso l'orrore di quella che si definisce freddamente "guerra di posizione".
Finalmente giunse anche il 1918, la fine dell'incubo, la pace: una pace fragile e un percorso attraverso una dittatura, le guerre coloniali e il secondo conflitto mondiale, la Resistenza e infine l'attuale tormentata Democrazia, che adesso sta a noi difendere e preservare.

10 commenti:

  1. Ciao Marilena,qualcuno disse:La guerra è una terribile neccessità e purtroppo da come insegna la storia,sono parole di verità.
    Oggi le guerre non sono più mondiali,ma le guerre sante continuano in molti paesi e nessuno è riuscito a trovare un antidoto efficace, nonostante i vari e accorati appelli del mondo civile
    Mia madre,nata nel "16 aveva molti ricordi della guerra e mio nonno ha combattuto sul fronte goriziano ma fortunatamente è ritornato.
    Felice giornata,fulvio

    RispondiElimina
  2. La cosa che mi spaventa è che questi ricordi non sono poi così lontani, appartengono a un'epoca comunque moderna, vicina.
    E mi chiedo come sia stato possibile tutto ciò, e me lo domando ancor di più per la seconda guerra.

    Moz-

    RispondiElimina
  3. Facciamo piuttosto un'esegesi generale: cosa ha imparato l'uomo dai suoi errori?
    Niente.
    Dopo una serie di attente riflessioni mi sono convinta che la guerra, la morte, il male sia una cosa insita nell'essere umano.
    C'è chi riesce a tenerlo sotto controllo, ma la massa ha bisogno di sangue e dolore, ecco perchè non riescono mai a fermarsi e ogni volta continuano a fare guerre su guerre.
    E' atroce, ma se l'uomo non controlla la sua natura non cambierà niente.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  4. Le guerre mondiali sono state l'apice dell'orrore.
    Ma non tutto terminò lì. Oggi ci definiamo una generazione avanzata e nel mondo ci sono circa 62 guerre di cui alcune si parla ed altre sono completamente ignorate.
    Il potere distrugge i popoli già martoriati ed ora la crisi sta incominciando a contaminare qual che è rimasto.
    Un caro saluto e buon inizio settimana

    RispondiElimina
  5. Sono eventi da ricordare sempre perché alla fine non sono così distanti dai nostri giorni... se pensiamo che la seconda guerra mondiale non è avvenuta 300 anni fa... per non parlare delle guerre che sono scoppiate dopo.
    Sempre vigili
    un saluto

    RispondiElimina
  6. Le guerre sono state e sono la rovina dell'uomo. Anche cambiato sempre le sorti dei popoli, nelle nazioni, della gente. Il mio bisnonno dalla guerra non è mai tornato, un desaparacido che ha lottato con tutto se stesso. Anche se non l'ho conosciuto sono orgogliosa di lui perchè ha lottato contro Francisco Franco e quindi contro la dittatura di un tiranno. a presto

    RispondiElimina
  7. Bertrand Russel ha scritto che ciò che in tempo di pace è un assassinio, in guerra diventa un atto eroico, sotto il nobile ideale della difesa della Patria.
    Il susseguirsi dei conflitti attraverso i secoli, come riportano i commenti poco sopra, confermano questa tragica visione.
    Chi ne soffre sono i popoli: perdite di caduti e dispersi, come il nonno di Audrey.
    Benvenuto Ernest sullo Schiaccianoci e grazie per il contributo a tutti voi:)

    RispondiElimina
  8. Potere, potere, stramaledetto potere, Marilena.

    La Storia non insegna più niente...

    "Fermatevi, per favore" è il grido di Papa Francesco ed io mi associo a Lui.

    RispondiElimina
  9. ...e pensare che ancora tante guerre in atto...la pace pare proprio un'utopia purtroppo....

    passo x ringraziarti dei tuoi commenti . Mi fa piacere che Titti ti sia gradito :-)

    RispondiElimina
  10. Cara Marilena, purtroppo la storia ha insegnato poco. Non ci sono più le guerre mondiali ma tanti e tanti conflitti localizzati in una determinata area che fanno vittime in continuazione. Basta vedere cosa sta succedendo in questi giorni. C'è il progresso in tutto ma non per quanto riguarda la pace. Ciao

    RispondiElimina

Grazie per il tuo commento:
se capiti qui per caso,
se ogni tanto vieni a trovarmi,
se la curiosità ti accompagna in giro per la rete,
anche un semplice saluto è sempre gradito.
Fata C

comunicazione

I contenuti presenti su questo e gli altri blog dei quali sono titolare sono pubblicati con licenza Creative Commons 3.0 Italia.
Se condivisi devono essere rispettati i seguenti diritti:
- attribuzione: deve essere citato il nome dell'autrice
- non è consentito l'uso per fini commerciali
- non sono permesse modifiche

Alcune immagini sono state prelevate dal Web.
Se è stata violata qualche regola siete pregati di avvisare nello spazio commenti e saranno eliminate immediatamente.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001.
Powered by Blogger.