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martedì 22 luglio 2014

Utoya: il silenzio sugli innocenti

   
"Silenzi e bugie sulla strage di Utoya" è il titolo di un articolo firmato da Lorenzo Biondi  apparso circa un anno fa sul quotidiano on line "Europa" e tratta del tragico evento del quale ricorre oggi il terzo anniversario
Perché una parte della stampa italiana accreditò la pista islamica e "dimenticò" di dire che le vittime erano giovani socialisti?


Partendo da questi interrogativi, l'autore dell'articolo introduce la ricostruzione della vicenda da parte del giornalista Luca Mariani, cronista parlamentare dell’Agi, approfondita nel libro "Il silenzio sugli innocenti", edizioni Ediesse. 
Si tratta di un libro che mette a nudo gli errori della nostra stampa, “colposi” o “dolosi” che siano e ricostruisce la vicenda di Anders Breivik, i legami internazionali, la strumentalizzazione dei media"

Ecco un breve estratto di quello scritto:

 "Il 22 luglio 2011 arriva la notizia della bomba a Oslo e della strage a Utoya, con tutto quello che ne derivò. Ore di speculazioni sulla pista islamica, presunte rivendicazioni online, e poi i titoli dei giornali la mattina dopo.
In un primo tempo alcuni giornali (l’Unità , Europa, La Repubblica) tengono aperte sia l’ipotesi dell’estrema destra sia quella islamica.
Anche in seguito, però,una volta accertata la verità, Il Giornale, Libero, il Foglio rivendicano la ragionevolezza dell’aver diffuso una falsa notizia (un titolo per tutti apparso su Libero: «Il killer non è di al Qaeda ma l’Islam resta il problema»).
Con una aggravante: il silenzio crescente sul fatto che le vittime dei due attentati fossero esponenti del Partito laburista, cioè la rimozione della motivazione politica delle stragi
Il libro muove dall'intento di restituire una memoria de-ideologizzata di quelle vittime, andando fino in Norvegia per ricordare le storie dei 77 morti, le loro parole, gli oggetti che raccontano di loro.
 E soprattutto le due pagine coi nomi di ciascuno dei ragazzi uccisi, insieme all’età e al luogo di nascita, tolgono il fiato e da sole bastano a restituire alla tragedia la sua dimensione umana."

Una tragedia della quale non si è parlato molto. Spesso si è dato più spazio a vicende meno gravi e più banali.
Forse perché questa tragedia  porta in sé aspetti profondamente inquietanti:la violenza voluta e devastante che irrompe nel cuore di una società pacifica e pacifista in tempo di pace, per colpire i suoi giovani impegnati per la pace e il progresso:  come non ravvisare un disegno di destabilizzazione di tutti i valori e le regole della civiltà nella quale viviamo, spendiamo le nostre energie e risorse, il nostro impegno per il futuro nostro e dei nostri figli? Se ne deduce che la vicenda di Utoya, come conclude l'articolo,  non è tutta contenuta tra i fiordi di Norvegia.

11 commenti:

  1. Difatti non se n'è più sentito parlare. Ma appunto, c'è un motivo dietro.

    Moz-

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  2. Come sempre le cose che non vogliono che si sappiano e che vogliono che sappiamo come dicono loro, diventano notizie a metà, omesse ecc...
    buona giornata a presto

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  3. Ho letto nel web testate come l'Huffington post quando avvenne l'attentato e ho seguito diversi docu web e una trasmissione su Sky davvero interessante: il fatto che però le testate italiane abbiano scritto menzogne o taciuto è imperdonabile ed è un sintomo di profonda ignoranza.
    Quei ragazzi laburisti uccisi da un cattolico(l'islam non c'entrava niente) mitomane con problemi legati all'infanzia (e questo non lo giustifica) erano la speranza del paese, dimenticarli è ingiusto.
    Sai che sull'isola hanno creato una spaccatura artificiale che taglia in due la zona del porto per ricordare l'evento?
    Un abbraccio

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  4. Ciao Mary
    le notizie sono sempre pilotate ,nascoste, inventate intenzionalmente da una politica corrotta, faziosa..<3

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  5. le tragedie umane restano e tramandarne il ricordo è il filo che lega nel tempo le generazioni alla storia e ne forma le coscienze.
    Ho sentito parlare del Memoriale che dice Melinda: sarà una profonda spaccatura come è profonda l'angoscia per ciò che accadde in quel giorno di luglio.

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  6. Troppe verità negate e si è voluto tacere troppo presto su questa tragedia.
    Saluti a presto.

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  7. ci sono tante cose che non sappiamo e certi libri/denuncia mettono almeno un po' di chiarezza o perlomeno diffondono...

    un caro saluto
    CLICCA QUI

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  8. Quante verità nascoste, cara Marilena...

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  9. Siamo tenuti all'oscuro di tante, forse troppe verità che ci rendono tutto più complicato volessimo esprimere la nostra opinione. Anche le mezze verità hanno le loro conseguenze, non ci permettono di vedere il quadro completo degli avvenimenti.
    Un caro saluto

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  10. Proprio perché l'informazione spesso è parziale e pilotata, lo scambio di idee a qualunque livello, anche tramite i nostri blog personali, è uno strumento prezioso.
    Grazie Fiore per il tenero Titty
    Grazie a tutti per le visite e i commenti:))

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