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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
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lunedì 13 ottobre 2014

"Il Monello", il nostro monello!



E' stato il giornalino della nostra infanzia.
A dire il vero era mio fratello Mariano,  maggiore di me di quasi quattro anni, che compiva la scelta ormai consolidata e il rito settimanale dell'acquisto de "Il Monello".
Ma anch'io aspettavo che  lui lo lasciasse incostudito per bearmi delle avventure dei miei personaggi preferiti e già allora avevo una spiccata predilezione per le didascalie in rima che ancora corredavano alcune  strisce.

Fu mio fratello ad introdurmi ai misteri del fumetto e il mio orizzonte si allargò alle storie con il  testo nei ballons, con  le frecce per le parole dette e pallini per i pensieri dei singoli protagonisti, un codice molto intuitivo, ma serve sempre un'iniziazione per tutte le cose.
A quel tempo il giornalino  costava 30 lire e sembravano tante.
Le sospirate monete derivavano dal cassetto del piccolo negozio di generi alimentari che costituiva la nostra modestissima fonte di reddito.
Tale cassetto era solennemente interdetto al nostro accesso e noi, totalmente fedeli alla consegna, non ci saremmo mai neanche sognati di infrangerla!
A quei tempi si usava ancora così ed era la mamma che forniva i pochi spiccioli necessari.
Mariano  con la bicicletta ( le vecchia Atala della mamma, con i cerchioni in metallo che avevano sostituito quelli originali in legno), volava alla piazza , come tuttora diciamo noi per indicare il centro del paese, per ritornare con la desiderata pubblicazione, la nostra finestra sul mondo di fumetti, personaggi e storie e tanto altro, con le pagine alternate a colori e in bianco e nero ed alcune didascalie ancora in rima.
Lui preferiva le avventure di Forza John, io le storie di Piccola Eva e Cuoricino e poi  la fascinosa principesssa indiana Fiordistella e Superbone sempre in fuga dalla scopa della zia  e tanti altri indimenticabili compagni della nostra fantasia.


... un po' di storia



Il Monello è stata una rivista settimanale per ragazzi pubblicata dalla Casa Editrice Moderna (poi Casa Editrice Universo) dal 1933 al 1939 per riprendere, finita la seconda guerra mondiale, nel 1953
La rivista deve il suo nome al protagonista del film di Charlie Chaplin, Il Monello. Accolse tra le sue pagine fumetti e strisce divenute piuttosto celebri, come Arturo e Zoe, così come illustrazioni di autori altrettanto celebri, come Walter Molino. ( da http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Monello_%28rivista%29)

Negli anni subì diverse rivisitazioni nella forma, passando da libretto a vera e propria rivista, ma anche nei contenuti: dagli anni settanta i fumetti lasciarono sempre più spazio a rubriche musicali rivolte ad un pubblico preadolescenziale.

"...Tutti i costi sono aumentati, le vendite diminuite. Il 1990 lo ha visto rinascere con una nuova formula più adatta ai tempi, ma nonostante l’entusiasmo con cui è stata accolta dal nuovo pubblico di giovanissimi, non è stato possibile raggiungere quei risultati economici che ne consentissero la continuazione delle pubblicazioni. Con il numro 41 di quest’anno, pertanto, Il Monello Okay cessa le pubblicazioni. La Casa Editrice Universo saluta tutti i lettori e li invita a nuovi appuntamenti in edicola con le prossime iniziative editoriali.”

Questo è uno stralcio del  mesto editoriale, con cui l’editore annunciava la chiusura di una testata davvero storica, non solo per il fumetto ma per tutta l’editoria italiana.
http://sbamcomics.it/blog/2011/11/02/vintage-quando-chiuse-lo-storico-il-monello/
Ed ecco in edicola, il 12 ottobre 1990, l’ultimo numero che – per l’occasione – si presentava con la storica testata  delle origini, quella ispirata al grande film di Chaplin, voluta dall’editore Del Duca. Da tempo ormai la rivista si era dedicata alla musica e allo spettacolo per allargare il suo target, anche se i fumetti non sono mai mancati.


... e un saluto a tutti loro


17 commenti:

  1. Grande rivista.
    Purtroppo oggi tali riviste non funzionano più. Quando ero piccolo andavo pazzo per le riviste-contenitore, e se fossi cresciuto in quegli anni sicuramente avrei letto anche il Monello, così come i miei genitori^^

    Moz-

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    1. Ciao Miki,
      ...anche i tuoi genitori, anche mio marito e fino a oggi non lo sapevo, i Monellanti erano tanti e appassionati, poi le cosre cambiano, ma alcune, come questa, hanno un posto speciale nei nostri ricordi:-)

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  2. Ha fatto la storia del fumetto in Italia. Oggi i gusti sono cambiati e molti lettori non ci sono più, a causa di un mancato ricambio generazionale. Queste sono però perle che rimangono.
    Bentrovata.
    Un sorriso per la giornata.
    ^__^

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    1. E' cambiata la comunicazione, ma non è detto che lo spettatore( tv o pc) sia più attivo del lettore tradizionale.
      Basta, come dici tu, lo stacco di pochi anni e qualunque valore si perde: tocca a noi adulti fare da cinghia di trasmissione o gli atteggiamenti di opposizione e indifferenza prevarrano, come spesso già succede.
      Condividere è la parola chiave.
      Benvenuto a te sullo Schiaccianoci:-)

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  3. Bellissimi ricordi Marilena, adoravo Arturo e Zoe ^_^ Era bello comprare un giornalino quando si poteva. Una vera gioia. Grazie per il tuo commento. Un abbraccio ^_^

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  4. Cara Saray,
    le piccole e poche cose che avevamo ci facevano veramente felici e si imparava ad apprezzare tutto e anche ad essere grati a chi ci donava qualcosa, qualunque valore avesse.
    Una lezione di vita che si è persa, purtroppo:-)

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  5. poi c'era anche l'intrepido....

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    1. Proprio così, iIl Monello e l'Intrepido erano il binomio vincente dei fumetti anni 50-60.
      Su Il Monello trovavo cose più adatte a me, bambina ancora piccola: personaggini più teneri e le rime, è stato la mia "palestra" di lettura, non avevamo molte cose, allora, ma ce le godevamo tanto!

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  6. Ciaooo, mi sono aggiunta con piacere tra i tuoi sostenitori, sia quà che nell'altro blog, perchè è un piacere. Riguardo al Monello, l'Intrepido, Tex, quanti ricordi, io ero bambina, che bei tempi! Ma il Monello era quello che leggevo io, anche perchè era più adatto a me.
    Grazieee e complimenti
    ciaooo e a presto

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    1. Mi fa piacere, Maria Bruna, di trovarti anche "di qua" sullo Schiaccianoci.
      I giornalini della nostra infanzia sono indimenticabili:
      anche per me Il Monello era più attraente, gusti di bimbe sognanti!
      :-)

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  7. Arturo e Zoe erano i miei personaggi preferiti. Una volta alla settimana la mamma ci prendeva il
    "Corriere dei piccoli" Mi piaceva da matti.Troverai qui quando ne parlai nel mio blog.
    http://rallegrati.blogspot.it/2009/09/il-corrierino.html
    Grazie Marilena, buona giornata!♥
    Dani

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    1. Ciao Dani,
      è bello trovare ricordi comuni, specialmente dei bei tempi dell'infanzia, certamente un epoca più semplice e serena rispetto a questa.
      Vado a leggere il post sul mitico "Corrierino"
      :-)

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  8. E' bello condivere ricordiquasi antichi ! ;-)
    Nizar fu il mio primo amore, Arturo e Zoe la mia palestrina sulle differenze tra bimbe e maschietti ... etc.. etc.
    Passavo ore non solo a leggere le storie ma ad osservare i disegni veramente ben fatti.
    La mia paghetta settimanale nelle elementari era di 50 lire : 30 per l'adorato Il Monello e 20 per mezz'etto di caramelle che erano il mio dolcetto .. una al giorno.
    Tempi molto FELICI.

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  9. Risposte
    1. Ciao e grazie per la visita e il commento:-)
      In effetti per chi, come noi,ha avuto "Il Monello" come compagno di lettura negli anni dell'infanzia e successivi, resta tra i ricordi più vivi e se ne riparla come di un caro amico...così era!

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  10. Quanta nostalgia della mia infanzia e il Monello era il giornalino preferito.La piccola Eva e i suoi amici,Superbone,Artuto e Zoe, lo sceriffo coi baffoni. Mi piaceva disegnarli fin da bambina. Ci saranno ancora delle copie in giro di questo nostro giornale a fumetti di un tempo?

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    Risposte
    1. Ciao,
      ho scoperto, in seguito alla pubblicazione di questo post, ormai più di un anno e mezzo fa, che i fans de Il Monello sono ancora molti. Non so dire se si possono trovare le copie, bisognerebbe scrivere all'editore o informarsi presso i librai dell'usato.Chissà, con questa tendenza al vintage...
      Grazie per la visita e il commento:-)

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