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lunedì 6 ottobre 2014

Nanna


A Carrara la più grande Gipsoteca d'Europa.

Si tratta di una mirabile collezione tratta dalle Gipsoteche dei mastri scultori carraresi, il più grande museo d'Europa dei Gessi d'arte, che sono stati  riuniti in un'unica sede nello storico Palazzo Binelli

Nella rinnovata Gipsoteca dell'Accademia di Carrara il dolce puttino può dormire sonni tranquilli
A Carrara l'arte è di casa, il marmo pregiato della statuaria candida non ha ancora lasciato la cava e già l'artista lo aspetta con lo scalpello in mano.


Il simposio di scultura porta nelle piazze per una settimana a fine estate, prima nell'elegante salotto a cielo aperto di Piazza Alberica poi nella cornice alberata di Piazza d'Armi, l'arte scultorea "in forza del levare",  come la definì Michelangelo, che sotto gli occhi dei passanti dà forma al blocco, secondo  il bozzetto stabilito, così in diretta.
Tanti artisti da tutto il mondo, tanti accenti di lingue diverse ed un unico rumore di scalpelli, colpi sapienti di martello sulla testa dell'attrezzo a liberare la figura, prima come massa abbozzata, poi in forme sempre più espressive, dal progetto all'opera compiuta.
La città adagiata ai piedi delle Apuane all’inizio del XIX secolo divenne uno dei principali poli di attrazione per gli artisti neoclassici: qui si estraeva il prezioso marmo bianco amato già da Michelangelo e nell’istituto cittadino insegnavano i più importanti artisti dell’epoca.
 Qui c’è la storia della scultura nell’Ottocento, un patrimonio variegato che nessun’altra gipsoteca può vantare.
L'Accademia ospita più di 250 statue di gesso, realizzate nel corso dei secoli dai maestri del marmo, come modelli preparatori alle loro opere o come calchi successivi.
E questo dopo trent’anni passati in magazzini dismessi, accatastati alla rinfusa, dove hanno perso smalto e anche qualche pezzo: chi un piede, chi una testa, più spasso le braccia, per la loro struttura più fragile. Uno smacco non da poco, pensando che gli originali in marmo fanno la fortuna dei musei più importanti del mondo, dall’Ermitage al Louvre.
Adesso i Gessi d'Arte hanno trovato la sistemazione ideale e sono a disposizione di studenti e appassionati,per raccontare la storia di tanti capolavori e artisti, patrimonio della città e del mondo.


8 commenti:

  1. Che magari, chissà, in questa forma un poco imperfetta sono pure più belli, no?

    Moz-

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    1. E' vero, Miki, l'arte è bella perché e viva.
      I gessi sono fondamentali nella didattica della scultura. I restauri sono stati eseguiti dai ragazzi dell'Accademia, sotto la guida dei loro maestri:-)

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  2. Ciao Marilena, in questo caso siamo di fronte, forse, alla vera idea iniziale dello scultore che modifica e perfeziona l'opera proseguendo il lavoro, la scintilla che da inizio all'opera d'arte invece si nota proprio in questi "bozzetti".
    Grazie, ottima idea questo post.
    A presto, Romualdo.

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    1. Ciao Romualdo,
      in effetti si avverte in queste opere"provvisorie" la dinamica del lavoro creativo, una suggestione trasmessa al visitatore, che rende la visualizzazione diversa dall'opera definitiva, ma altrettanto significativa:-)

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  3. Delizioso il puttino! Ricordo d'aver visitato, a proposito di scultura, a Possagno, la Gipsoteca che raccoglie pressoché tutti i modelli originali delle sculture, i bozzetti in terracotta, i disegni, i dipinti del Canova: bellissima!
    PS: purtroppo a Carrara non ci sono ancora stata...ma provvederò, prima o poi!

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    1. Ciao Lella,
      anche qui Canova ha un posto d'onore.
      La mostra inaugurale si è chiamata"D'àpres Canova". Il bozzetto di Madame Mère ( Letizia Remolino Bonaparte) è in rapporto con la traduzione in marmo conservata a Chatsworth, nella Devonshire Collection e con il modello in gesso della Gipsoteca del Museo Canova di Possagno.
      Spero un giorno di visitarlo e che tu possa visitare questo, chissà:-)

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  4. Risposte
    1. Quel puttino innamora, il protagonista del post è lui, affettivamente parlando è ovvio!
      Coccoliamolo con gli occhi:-)

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