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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
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sabato 1 novembre 2014

Non è Stato nessuno

Non si fa in tempo ad assorbire le manganellate di Roma, o meglio a respingere con tutto lo sdegno delle nostre coscienze quell'azione inaudita per uno stato democratico, che una nuova vergogna ci sconvolge, negando  la risposta della Giustizia,
in termini soprattutto di Verità ed anche di un risarcimento danni
 e  un' appropriata punizione dei colpevoli, ad una famiglia che ha subito il più grave dei delitti: un ragazzo che, al di là di tutti gli errori che avesse potuto commettere, viene restituito morto dopo alcuni giorni di "custodia" da parte dell'autorità costituita. 
Oggi, che le indagini, avvalendosi dei più avanzati  e sofisticati mezzi scientifici, sono in grado di analizzare e refertare ogni minimo indizio, non si dà una risposta agli effetti di ripetute azioni brutali ( oltre che all'incuria e all'assenza di qualunque forma di umana sensibilità), con conseguenze mortali , in un Paese che neanche prevede il reato di tortura.
Tra i tanti, riporto il link dell'articolo"Non è successo nulla " di Conchita De Gregorio , nel quale, affiancato ad un accorato e lucido commento, si legge l'avvilente dichiarazione del comunicato di polizia Sap che con soddisfazione dice "se uno conduce una vita dissoluta ne paga le conseguenze senza che altri, medici o poliziotti, paghino per colpe non proprie". 
Poi, a peggiorare ancora di più il quadro della situazione, l'affermazione (sindacato di polizia Cosip) "Se si vogliono sondare le ragioni di certe sciagure si guardi prima di tutto altrove, magari in famiglia", ribaltando in modo atroce una situazione tragicamente evidente, per tacere delle implicazioni umane di enorme peso affettivo e morale.
 Dopo ripetuti tragici casi che la cronaca ci ha fatto conoscere, nei loro agghiaccianti particolari, che sono costati al vita ad altrettanti cittadini, qualunque fosse la loro colpa vera o presunta, ad opera di chi doveva occuparsi di sicurezza e di giustizia in nome dello Stato, il cittadino comune, a questo punto, ha motivo di avere paura più delle forze dell'ordine che dei criminali, che almeno sulla carta, non godono dell'impunità e della copertura di chi agisce indegnamente in nome della Legge.
Sarebbe estremamente ingiusto e fazioso "fare di tutte le erbe un fascio". 
Siamo tutti consapevoli che nelle forze dell'ordine agiscono molti  lavoratori  che compiono il loro dovere con onestà e abnegazione, rischiando giorno per giorno per la sicurezza e la legalità, in condizioni sempre difficili e spesso privi dei mezzi necessari.
Ma quando ci troviamo di fronte a una divisa, come si fa a sapere a quale "categoria" appartiene? 

15 commenti:

  1. Mari, quando lo Stato e in generale gli enti governativi sbagliano, raramente si assumono la responsabilità dei loro errori.
    Un abbraccio

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    1. Ciao Melinda,
      la tragica vicenda di Stefano Cucchi NON può avere questo epilogo, è troppo impunemente offensivo, da tutti i punti di vista.
      Mi viene in mente il fatto analogo della morte, qui a Pisa, di Franco Serantini.
      Un abbraccio anche a te:)

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  2. Triste vicenda :-( la vignetta dell'amico PV ben dice tutto ....
    ciao

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    1. Uno sconforto per la famiglia, ma anche per tutti quelli che vorrebbero credere nelle istituzioni. La vignetta riporta perfettamente quello che il potere vorrebbe far pensare all'opinione pubblica.
      Ciao Fiore:)

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  3. Purtroppo sono fatti di cronaca che non si vorrebbero mai leggere e la giustizia italiana è una macchina lenta, spesso svogliata e inefficiente.
    Un sorriso per la giornata.
    ^__^

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    1. Purtroppo queste vicende superano la cronaca per minare valori istituzionali di vitale importanza per il sistema democratico.
      Un pensiero prima di tutto per le Vittime, ma la preoccupazione è per la violenza praticata sistematicamente nei luoghi preposti all'esercizio della della giustizia.

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  4. Marilena, non ho parole...questa non è giustizia e, permettimi, questo non è più uno Stato di Diritto.
    Un abbraccio.
    Antonella

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    1. Ciao Antonella,
      in questi giorni si sta muovendo qualcosa in alto, nelle Istituzioni.
      Quanto dolore è costato tutto questo, in vite umane, soprusi e violenza.
      Molti nelle forze dell'ordine stanno prendendo le distanze.
      E' necessario tenere viva l'attenzione, non solo da parte dei familiari colpiti, ma anche dell'opinione pubblica, troppo spesso distratta e qualunquista, diseducata ai valori e alla partecipazione:)

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  5. Ciao Fata Confetto purtroppo è così che il sistema funziona, c'è poco altro da aggiungere.

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    1. anche se vi sarebbe molto da dire...ma quel molto non mi garba che restino solo parole fra blogger indignatte e perplesse sebbene io abbia preso da tempo altro tipo di posizioni e mi auguro ed auguro che un giorno tutto questo possa cambiare.
      Ciao

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    2. E' quello che ci auguriamo tutti, Carolina. La manifestazione del dissenso, in ogni sua forma, è sempre uno stimolo utile, una spinta, un disturbo che qualcosa può produrre.
      Il silenzio e l'indifferenza giocano a favore dell'iniquità

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  6. Veramente ....senza parole.
    A me è capitato di dover fare una denuncia e un riconoscimento: da denunciate stavo per diventare denunciata.Povero Paese!

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    1. In effetti, Franci, in quell'ambiente la tensione è all'ordine del giorno e le personi comuni si sentono inquisite anche se ti domandano nome e cognome.
      :-)

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  7. Le mele marce vanno allontanate, e non è stato fatto.
    Ciò non rende una buona pubblicità alle nostre forze dell'ordine.

    Moz-

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    1. E' proprio così, Miki. la pulizia dovrebbe cominciare da lì.
      Conosco tante persone per bene nelle loro file, ma si sa che la repressione è preventiva e continua e praticata in modo sistematico .

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Fata C

comunicazione

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