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domenica 16 novembre 2014

Paris, Tabucchi

“Antonio Tabucchi, le fil de l’écriture
  Si intitola così l’Exposition delle carte di Tabucchi che la moglie Maria José de Lancastre, i figli Michele e Teresa hanno donato alla Biblothèque Nationale de France.

 Nella prima bacheca che ci troviamo di fronte appena entrati nella sala della mostra si riconoscono gli occhiali di Antonio, le lenti ovali con la montatutra in metallo color oro, adagiati sull’astuccio in pelle marrone che sta vicino alla carta d’identità rilasciata il 17 dicembre 2007 dal Comune di Vecchiano. Accanto c’è una minuscola e preziosa edizione di alcune opere di Leopardi

Molti si chiedono perché la famiglia di Antonio Tabucchi ha deciso di donare l’archivio dei manoscritti dello scrittore alla Biblioteca Nazionale di Parigi e non alla Nazionale di Roma. Forse perché siamo soliti pensare alla carriera di Tabucchi come uno snodo tra due luoghi: Vecchiano, il paese della famiglia e degli amici; e Lisbona, la città della moglie Zé e di Pessoa, dove Tabucchi andò ad abitare, dove visse gli ultimi anni e dove ora riposa al cimitero dos Prazeres accanto al “più grande poeta del secolo”.
 Ma fra i luoghi che per Tabucchi hanno avuto un ruolo formativo fondamentale c’è Parigi, dove il giovane Antonio, grazie al padre e allo zio, andò nel 1963 come libero uditore alla Sorbona, “molto tempo ben perduto a Parigi a scoprire cose diverse dalla filosofia, la decisone di tornare in Italia perché quello studente si era accorto che la letteratura gli piaceva di più” (Tabucchi, Di tutto resta un poco, p. 249). La moglie Zé ricorda la nota e straordinaria coincidenza: “Fu qui, ad esempio, sulla bancarella di un bouquiniste, che trovò un libro di poesie di Pessoa, che lo portò a studiare il portoghese, e poi scrivere. Parigi è come se fosse la sintesi del suo essere italiano e poi portoghese” (Roberto Farrucci, Sosteneva Tabucchi).
La mostra  è ricca di manoscritti autografi di Tabucchi
 esposti accanto ai libri pubblicati
 Verso Isabel. Un mandala, Piccoli equivoci senza importanza, Sogni di sogni, Requiem, Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa, L’angelo nero, Sostiene Pereira, Il tempo invecchia in fretta, Tristano muore...Pagine piene di correzioni e successivi interventi

Cinque le sezioni della mostra:
 “Da un paese all’altro”, il radicamento nel luogo d’origine e nella sua malinconica, amatissima Lisbona;
 “Viaggi e racconti”, il quaderno autografo di Notturno indiano
“Tra sogni e storia”
“Dialoghi”, con le lettere di Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Theo Angelopoulos, Carlos Drummond De Andrade, Günther Grass, Milan Kundera, Susan Sontag, Mario Vergas Llosa, Pedro Almodovar.
 “Politica”
In fondo alla sala una gigantografia di Tabucchi che fa il saluto militare nella sezione “Politica”, dove è esposto anche l’articolo “Où va l'Italie, M. Ciampi?”, un intervento molto duro sui pericoli rappresentati dalla destra italiana, scritto nel 2001 e pubblicato su Le Monde in prima pagina di cui la stampa italiana, salvo rare eccezioni, non dette notizia se non indirettamente.
Sulla carta d’identità c’è scritto “professione: docente universitario”, nato il 22 settembre 1943. Uno dei più ammirati e conosciuti scrittori di fine Novecento si chiamava in realtà Antonino, all’anagrafe del Comune di Vecchiano  
“près de Pise, est le village d’enfance où il sèjournait regulièrement”
 spiega il biglietto vicino a una piccola fotografia di Antonio molto giovane, attaccata su una pagina del passaporto rilasciato dalla Prefettura di Pisa. 
Tabucchi Antonino, tenero nome, “perché nei nomi c’è il tempo passato insieme, le persone che ci sono morte, cose fatte insieme, luoghi, altri nomi, la nostra vita” (Tabucchi, Dolores Ibarruri versa lacrime amare).


Due ragazze prese di spalle davanti alla torre civica nella vecchia cartolina in bianco e nero “Vecchiano, via della Chiesa” esposta dietro il vetro della teca. Un pezzetto di Vecchiano fuori da Vecchiano.
 Testo  e immagini tratte dall'articolo di Ovidio Della Croce, 
pubblicato su "La Voce del Serchio"
 Qui l'articolo originale:

12 commenti:

  1. Che bella deve essere l'Exposition! *__*
    Tabucchi è un autore che devo ancora approfondire: ho letto finora Notturno indiano (che adoro) e Sostiene Pereira.
    Non ero a conoscenza di molta parte della biografia, vita davvero incredibile :O

    A presto! ^_^

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    1. Ciao Glò,
      mi fa molto piacere trovarti anche "di qua", tra i lettori dello Schiaccianoci e ti ringrazio molto.
      Qui a Vecchiano è sempre vivo l'affetto e il ricordo per Tabucchi, il nostro compaesano più illustre, che per noi è sempre rimasto Antonino della Riesa, la sua mamma ostetrica e di Adamo,che per anni ha avuto un bar all'angolo della piazza, quella della cartolina.
      :-)

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    2. Non potevo mancare "di qua"! ^^

      Davvero bello il ricordo di un grande autore legato a una piccola comunità!

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  2. Non ero a conoscenza per nulla di questa biografia, è davvero stato un piacere leggere, cercherò di saperne di più
    Grazie Marilena

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    1. Mi fa piacere, Carla, condividere questo tributo a un grande scrittore nato nel mio paese, al quale egli è rimasto sempre fortemente legato:)

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  3. Mamma mia! Non sono ancora riuscita a leggere nulla di Tabucchi e devo assolutamente comprare almeno "Sostiene Pereira"!

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    1. Ciao Lella,
      tanti testi fondamentali della letteratura io non li conosco, anche per i libri si tratta di incontri e di scelte, il campo è sconfinato.
      Penso che l'incontro con Pereira eTabucchi ti affascinerà :-)

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  4. Bellissimi "Sostiene Pereira" e "La testa perduta di Damasceno Monteiro"!
    Non meno bello "Piazza d'Italia", pieno di spunti politico-filosofici... ancora dannatamente attuali.
    E' davvero un peccato che di uno scrittore come Tabucchi, uno dei pochi nostri scrittori che possano reggere il confronto con scrittori stranieri di grande livello, si parli di rado.
    O almeno, è un peccato che di lui si parli molto meno di quanto meriti.
    Parigi è poi, per chiunque consideri l'arte e la giustizia come l'acqua, come l'aria, insomma come la vita stessa, beh Parigi è fondamentale.
    Perchè è lì, è in quella città, che gli uomini e le donne hanno ritrovato una speranza: chiaro quindi che un grande artista ed un vero intellettuale come Tabucchi, a Parigi si sia trovato come a casa!
    Un caro saluto
    Riccardo

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    1. Ciao Riccardo,
      è ormai quasi ufficiale che la piazza del nostro paese ( attualmente Piazza Garibaldi, ma l'Eroe dei due mondi ne ha tante...) si chiamerà "Piazza d' Italia", perché è proprio questo luogo privilegiato della vita paesana che ispirò al giovane Antonio uno degli scritti più emblematici.
      "La testa perduta di Damasceno Monteiro" confesso che non ce l'ho fatta a leggerlo, troppo crudo e lo sapevo, come in tutto Pereira si sottende la tragica fine del giovane Monteiro Rossi.
      Per noi vecchianesi parlare di Antonio Tabucchi è un modo di rivivere le emozioni e l'amicizia che ci ha dato.

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  5. Grazie per questa condivisione, ignoravo tutto ciò.

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    Risposte
    1. Ciao Paola,
      come sai qui da noi il ricordo è vivo costantemente e molti si sono avvicinati all'opera del nostro scrittore dopo la sua scomparsa:)

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  6. bella mostra e bel post, grazie :)

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