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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
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gioco con invito

lunedì 17 febbraio 2014

Miao, si gira!


 Protagonista per temperamento, il gatto ha, da circa vent'anni ,una festa tutta sua: 
la Giornata Mondiale del Gatto
Tra le tante iniziative, ecco il link di un articolo che descrive una mostra in corso a Milano, degna di autentici divi del cinema:
http://www.museofermoimmagine.it/museo/miao-si-gira-mostra 
 ...ed ecco la spiritosa locandina, con gatti attori o semplici comparse, ma sempre fascinosi e imprevedibili presenze misteriose e felpate, cacciatori  furbi o maldestri, golosi degustatori di leccornie (ricordate le lasagne di Garfield?) o sorprendenti maestri di volo, come  l'indimenticabile Zorba.

Vanitoso e convinto com'è, ogni gatto si aspetta coccole e complimenti sempre, figurarsi oggi!
Le organizzazioni feline hanno stabilito questa data, occasione per manifestazioni ed iniziative per gatti di tutte le categorie: dai poveri randagi che, orgogliosamente, giorno dopo giorno combattono la loro battaglia per la sopravvivenza, supportati da tanti benefattori, ai mici privilegiati, oggetto di cure qualche volta eccessive, che rischiano perfino di snaturare la loro essenza felina.
E poi loro, i buoni mici di casa, magari senza pedigree, ma capaci di fare compagnia alla famiglia o a persone sole, in cambio di riparo, cibo e affetto.


E per finire, auguri, carezze e grattini alla dolce Stanzi, che regna su tutte le superfici soffici e morbide della casa, alternando scorribande su tetti e corti, in compagnia di a-mici di passaggio.
Vita da gatti, buon per loro!




venerdì 14 febbraio 2014

La doppietta di S.Valentino



Nessun allarme di tipo balistico.

Oggi, con San Valentino che tiene banco per tutti gli innamorati di ogni ordine e grado, mi ero riproposta di non inflazionare la rete e girovagare tra post e messaggi altrui, con esubero di cuori, fiori e altri romantici segni e sogni.
Invece non ho potuto non  affidare alla tastiera una sia pur pallida sintesi di quanto accaduto: la banalità più assoluta, condita con una abbondante dose di imbranatura e un filo di ironia.
Il fatto è che dopo aver fatto una consistente provvista al supermercato, aspettando  alla Torneria, con i miei, ( marito e figlio maggiore, nda) l’ora della pausa meridiana per fare ritorno a casa, ho richiuso il bagagliaio della macchina, lasciando, ahimè, le chiavi all’interno.
Troppa tecnologia, al tempo della chiusura  manuale non  sarebbe successo.
L’illusione che gli sportelli dell’abitacolo fossero aperti è ben presto svanita.
E pensare che il ritornello “Hai chiuso la macchina?” quasi sempre si risolve con un no, da parte del figlio interpellato.
Ma quando il destino ti aspetta al varco, si sa, è inesorabile.
Disappunto e mortificazione da parte mia, con giustificazione a ritroso nel tempo“sono trent’anni che non mi succedeva”
Evidente soddisfazione da parte di Lorenzo, dato il ricorrere di rimproveri e raccomandazioni, questa distrazione viene proprio a proposito, per pareggiare un po’ i conti…
Infinita pazienza da parte del capofamiglia ( ecco spiegato il cuoricione che, in omaggio alla ricorrenza odierna, incornicia le chiavi, vere protagoniste della giornata), appena un po’ velata da un certo disappunto quando, fatto ritorno a casa con un altro veicolo per prendere le chiavi di riserva, ci siamo resi conto che all’interno della macchina c’erano rimaste ANCHE le chiavi dell’abitazione.
Il tutto complicato dal fatto che il figlio minore, Michelangelo, dopo giorni di permanenza in casa per preparare il terrificante esame di statistica, oggi, liberato dall’incubo, era partito per Firenze, in treno, di buon mattino e, provvidenzialmente, aveva le sue chiavi con sé.
Ho collezionato, insomma, una doppietta notevole e l’espressione di Lorenzo, riso sotto i baffi neanche tanto malcelato, me lo confermava alla grande!
Passando all’aspetto piacevole dell’evento, ci siamo gustati un enorme panino ( classico falso diminutivo) con megastrato di salame toscano, un’arancia e un caffè, qui nell’ospitale ufficio della torneria, organizzandoci un po’ come al camping, in attesa che le chiavi ritornassero da Firenze e si innestasse l’operazione contraria: apertura della casa,  della macchina, del bagagliaio….
Un San Valentino diverso, e neanche tanto spiacevole.


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