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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
Benvenuti a tutte le ore di tutti i giorni

gioco con invito

mercoledì 30 dicembre 2015

Capodanno, niente botti, grazie!

L'anno che finisce e l'arrivo dell'anno nuovo è per tradizione un momento di festa, di auguri, di buoni auspici. Non deve trasformarsi in un incubo drammatico, addirittura tragico per molti animali spaventati, in fuga, in preda a traumi e shock psichici e fisici, spesso di grave entità o dagli esiti fatali.

Il mio blog aderisce alla campagna          " no ai botti"
promossa dal blog di Fioredicollina okanimali.blogspot.it
 

No ai botti di Capodanno: petizione

FACCIAMOLO PER I NOSTRI AMICI ANIMALI, diciamo NO ai botti di capodanno! 
Il forte e improvviso rumore procura agli animali gravi momenti di panico, terrorizzandoli al punto da procurare reazioni istintive incontrollabili. 
Fuggono dal luogo in cui avvertono il rumore, mettendo a rischio la loro vita e a repentaglio l'incolumità di automobilisti e delle persone. I botti sono colpevoli ogni anno della morte di migliaia di animali per stress, spaventi e incidenti! 
Il Capodanno sia un giorno di festa, ma lo sia per tutti, animali compresi. Per questo, limitiamo questa forma di festeggiamento ai fuochi più silenziosi, che spesso sono anche i più belli, come le fontane, per fare un esempio! 
Firma e diffondi anche tu la petizione
 clicca sul link:

lunedì 21 dicembre 2015

Natale, l'attesa



Quel verde umido e prezioso, smeraldo vegetale cercato come un tesoro, staccato a forza di lama radente di un coltello maneggiato con prudenza esagerata ( segno della fiducia della mamma...siamo ormai grandicelli).
La borraccina l'abbiamo trovata, sulla corteccia dei grossi trochi, sulle radici sporgenti, sul bordo delle fosse, sui muri a nord, sgretolati  dal tempo e dalle intemperie.
E le falde si accumulano nel secchielletto o nella scatola, anche le briciole non devono essere sprecate. 
La zolla scura trattiene l'umus del terreno e l'odore di muffa, che sa di bosco, di luoghi oscuri e silenziosi, infrattati, misteriosi.
Ci piace ripensarli di notte, quei luoghi solitari al chiarore argentato della luna che si affaccia tra stracci di nubi biancastre, salutata dal verso degli uccelli notturni, e noi lì, con il gelo che batte sui vetri, il sibilo del vento... e si sta al caldo delle coperte a pensare al Presepio da costruire domani, sempre uguale e sempre diverso, scenario umile e familiare del più grande Evento avvenuto sulla Terra.
Ora e sempre!

lunedì 30 novembre 2015

Festa della Toscana : grazie Canapone!


30 Novembre - Festa della Toscana
Un soprannome un po' scherzoso e apparentemente irriverente, come molte espressioni che nel corso dei secoli hanno caratterizzato il rapporto spontaneo e ambivalente tra il popolo e i potenti:Canapone.
Era questo l'appellativo con il quale i Toscani della seconda metà del sec.XVIII° chiamavano il loro sovrano Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana con il nome di (Pietro) Leopoldo I di Toscana.
Un soprannome bonario e affettuoso, dovuto alla parrucca che il sovrano aveva adottato,come il costume del tempo richiedeva, e che era di un colore chiaro e un po' scialbo che richiamava la canapa grezza. Soprannome che passò poi ad indicare le staue che lo raffigurano, disseminate in tutto il territorio della Regione.
(Pietro) Leopoldo I di Toscana "Canapone"

 Egli si stabilì a Firenze e iniziò con zelo un programma di riforma ad ampio raggio, facendo di uno Stato marginale nel contesto delle potenze europee un paese moderno e all'avanguardia sotto molti aspetti. Fu un chiaro esempio di "sovrano illuminato".
 Ma la riforma più importante da lui introdotta da  fu l'abolizione  della tortura e, cosa più importante, della pena di morte ( Editto Leopoldino). La Toscana sarà quindi il primo Stato nel mondo ad adottare i principi di Cesare Beccaria, il più importante illuminista italiano che nella sua opera Dei delitti e delle pene invocava appunto l'abolizione della pena capitale.
                                                                                                                                      (da Wikipedia) 
L'Editto Leopoldino fu promulgato il 30 Novembtre 1786. La Regione Toscana ha scelto quella data come Festa Regionale, riconoscendone il grande valore assolutamente innovativo in  relazione alla visione progressista, umanitaria e legalitaria dei diritti fondamentali dell'uomo, una strada che ancora oggi , come dimostrano gli eventi in corso, è ben lontana dalla sua meta.





venerdì 27 novembre 2015

"Nascere è cadere dentro il tempo"



Questa frase, incipit di un articolo, del quale non mi ricordo neanche l'Autore, su una rivista professionale che illustrava in modo autorevole e suggestivo il Campo di Esperienza "Le cose, il tempo e la natura" ( Orientamenti dell'Attività Educativa della Scuola dell'Infanzia), mi rimase impressa nella memoria e tuttora rappresenta per me un motivo di riflessione, una visione  del rapporto tra il tempo e l'esistenza nella quale mi ritrovo e mi identifico pienamente.
Tra tutti gli aspetti che compongono il mosaico unico e irripetibile di ogni vita umana, la dimensione temporale è quello che pervade l'intera esistenza, la attraversa completamente dalla nascita alla morte, l'accompagna nelle esperienze, negli affetti, dagli atti quotidiani più comuni agli eventi più significativi.
Il tempo scorre inesorabile nella continuità senza fine, ma rispetto alla nostra vita è presente in modo oggettivo e tangibile, da un momento iniziale che neanche siamo in grado di ricordare a quello fatale della conclusione dell' esistenza, che altrettanto ignoriamo.
Tra questi due poli c'è tutta la nostra vita: per questo la frase "Nascere è cadere dentro il tempo" assume un significato totale, di essere e divenire, di inizio e fine, in un rapporto fluido nel quale lo scorrere dei giorni si intreccia con le azioni e i sentimenti, gli eventi e le emozioni, apparentemente uguali e ripetitive, ma in realtà diverse da individuo a individuo, in uno scenario strettamente soggettivo eppure in gran parte condiviso con altre persone. Alcune presenti costantemente, altre che si incrociano brevemente, ma tutte lasciano qualcosa dentro di noi.Tracce profonde o labili.
Tutto scandito dal trascorrere del tempo, convenzionalmente rappresentato, ripartito e misurato da orologi, calendari, almanacchi, cronometri , dagli strumenti più sofisticati della moderna tecnologia, a ritroso fino alla clessidra, la meridiana e gli altri stumenti e  modi dimisurare e rappresentare il tempo ,che fino dall'antichità hanno accompagnato lo sviluppo della civiltà sulla terra nelle diverse zone e epoche.
 L'articolo di Alessandro D’Avenia su LA STAMPA, del quale riporto l'incipit, collega in modo mirabile la funzione della memoria con il nostro vissuto personale, non solo rispetto all'affettività, ma anche alla strutturazione della personalità, della quale i ricordi costituiscono le pietre d'angolo, insieme ovviamente all'esperienza.

 "La memoria è il modo in cui il tempo degli orologi, sempre in movimento, si incontra con l’eternità fatta di istanti talmente densi di senso da essere fermi."

http://www.lastampa.it/2015/09/14/cultura/opinioni/editoriali/quel-primo-giorno-di-pongo-3GA3mFNql96BpDQ9g01yiK/pagina.html

lunedì 23 novembre 2015

Pensierino della sera

A proposito di tempo che passa, come non ricordare il malinconico e struggente, ma anche ironico e scanzonato, pensierino della sera che concludeva l'INTERMEZZO del Secondo Canale, contrastando il leggendario CAROSELLO!
Un breve programma pubblicitario, ma di altissima qualità e sorprendentemente innovativo per la TV di quegli anni.
Bastano pochi nomi:
regia Mario Landi
Musiche Giampiero Boneschi
Vocalist: QuartettoRadar
Disegnatori Gibba e Lodolo
testi Alfredo Danti
e tanti altre firme e ospiti di grido, indimenticabili per la mia generazione, ma anche oggi saprebbero guadagnarsi il favore del pubblico, anche dei giovani, perché il talento non svanisce!
Un tormentone, dalla saggezza che sembra scontata, ma che si rivela sempre profondamente vero,precedeva il fatidico pensierino:
"Come passa il tempo...
ieri era mercoledì,
domani è venerdì..."
 così, grammaticalmente scorretto, con quel verbo essere al presente anche per il giorno dopo, ma così immediato e ineluttabile!
E poi l'atteso pensierino, per farci riflettere sorridendo

Snoopy compie 65 anni, a quel tempo non si conosceva ancora...ma ci avrebbe fatto la sua bella figura...









venerdì 13 novembre 2015

Tempo di Lucca Comics


  Da poco tempo si è conclusa  l'ultima edizione di Lucca Comics, la fiera dedicata al fumetto, all'animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, di carte), ai videogiochi e all'immaginario fantasy e fantascientifico, che si svolge a Lucca, nei giorni a cavallo tra ottobre e novembre.
Io e le mie cugine eravamo ragazzette quando, a metà degli anni 60 questa manifestazione, oggi di richiamo internazionale, prese il via, tra la curiosità e lo scetticismo di molti.
Le prime edizioni furono allestite nel centro storico, in Piazza Napoleone ( Piazza Grande per i Lucchesi), poi la mostra fu spostata presso il Palazzetto dello Sport e l'apposita area fieristica.
Nel corso degli anni, e attraverso vicissitudini complesse, Lucca Comics è cresciuta, fino a divenire la più importante rassegna italiana del settore, prima d'Europa e seconda al mondo, dopo il Comiket di Tokyo.
Nel frattempo siamo "cresciute" anche noi e per un po' di tempo i nuovi impegni di lavoro e di famiglia ci hanno fatto perdere di vista quel mondo di fumetti e di giochi.
Ecco il manifesto ufficiale di Lucca Comics & Games 2015, quest’anno realizzato da Karl Kopinski.
Ci hanno pensato i nostri figli ad aggiornarci in materia.
Da piccoli li accompagnavamo, io e mio marito, poi hanno iniziato ad andare da soli.
In una di queste prime uscite autonome, la loro avventura aveva toccato anche l'argomento gastronomia giapponese ed infatti mi sentii rivolgere una strana domanda, quasi in tono di sfida: "Mamma, scommetto che tu non sai come servire il ramen!" e non solo mi descrissero quello che avevano mangiato laggiù, ma ne avevano acquistato anche una confezione per farcelo assaggiare a noi, genitori ignari delle cose esotiche con le quali loro, grazie ai cartoni, avevano una certa confidenza, per lo meno teorica.
Confesso che, curiosità a parte, non lo scambierei per il mio casareccio minestrone!
Poi abbiamo festeggiato con  loro il piccolo bottino di poster e locandine, figurine ed adesivi, un tuffo nella fantasia e nella creatività, viste atraverso i loro occhi di adolescenti.

giovedì 12 novembre 2015

Terzo Compleanno del blog



Terzo Compleanno del blog!
Grazie ancora a IOLE e al suo gadget che ancora una volta mi ha rinfrescato la memoria.
Se fosse un bambino, Lo Schiaccianoci  andrebbe alla Scuola dell'Infanzia ed io chissà con che aria da ex collega  guarderei le sue maestre!
Dato il caratterino delle Fate ( in genere), meglio cambiare argomento...
In realtà gli anni sono quattro, per le note vicissitudini della Fata Confetto, riassunte nella sezione "COSE del BLOG"
dove si può trovare un po' di storia 
ed altre tracce sparse 
Grazie  di cuore ai lettori fissi 
e a quelli occasionali
e spero che continuiate
a farmi compagnia!! 

 L'amica Emy mi ha fatto notare che in questa festa manca la torta: 
scusate tanto!!
 Rimedio subito, facendomela portare da Yogi...
se non se la pappa strada facendo!



lunedì 9 novembre 2015

Il giardino di Via del Giardino


  La nostra piccola corte si componeva di poche abitazioni ad alcune costruzioni agricole. Due alberi di arancio e un grosso caco ombreggiavano i cortili delle due proprietà  adiacenti alla nostra. Un grande orto, in parte tenuto a frutteto, ci divideva dalla strada pubblica. Sulla curva, un palo in legno dell’illuminazione che reggeva la sua lampada avvitata sotto un piatto metallico, segnava il limite tra il piccolo mondo della corte e il resto del paese. 
Davanti a casa nostra c'era un bel giardino  e una gigantesca acacia si ergeva, imponente, di fronte al portico. 
Il nostro era "il giardino di Via del Giardino". Non ce n'erano altri in tutta la strada, dove abbondavano stalle e pagliai.Tanto è vero che venivano lì a farsi le fotografie le coppie di sposi e le ragazze "spazzine", le damigelle, con l'abito da cerimonia prima di andare alla solenne processione.
Non c'era recinsione, se non una bassa fila di canne incrociate a ics. Ma c'erano tanti alberi:quattro oleandri ai lati, dai fiori di un rosa intenso e le foglie velenose, verdi scurissime, una piccola palma che dava un tocco esotico, due piantine che delimitavano l'ingresso, che a giugno si riempivano di infiorescenze a grappoli bianchi, profumatissimi, per la gioia di api e vespe.
In un angolo un cespuglio di edera sormontava una piccola grotta di tufo che ospitava una statuina della Madonna, vigile presenza a proteggere casa e corte
La porta d'ingresso, al di sopra della quale si apriva la finestra della camera dove mio fratello ed io siamo nati, dava luce all'interno attraverso l'elegante rostra di ferro  e, ai lati, c'erano due  piante di melograno, belle a giugno, con i loro fiori rossi, bellissime in autunno, cariche di frutti maturi, che "ridevano" dalle spaccature della buccia, mostrando i grani all'interno, come rubini luccicanti.
Ne staccavamo qualcuno, da mangiare o regalare, ma quelli sono frutti che  non  hanno, almeno nella nostra cucina, un grande impiego.Mai avrebbe immaginato la mamma di poter preparare la ricetta per il tacchino al melograno o altre preparazioni che oggi sono conosciute anche da noi e che utilizzano i  chicchi vermigli di questo frutto autunnale, che già nella buccia presenta la tavolozza della stagione, con i suoi toni caldi e ambrati.
Tuttavia i melograni venivano scrupolosamente raccolti e venduti ad una casa farmaceutica, che li usava per ricavare un colorante naturale per i medicinali prodotti.Quando mio fratello poche sere fa mi ha portato i meravigliosi melograni della foto, mi è tornato il caro ricordo di quei due alberi di melograno e anche il fatto che Il ricavato apparteneva a noi due bambini e serviva a comprare i nostri libri: i melograni, dunque, hanno contribuito al aprirci il mondo della conoscenza.
 

mercoledì 4 novembre 2015

4 Novembre

       Il Caduto          Francesco Guccini
Io, nato Primo di nome e di cinque fratelli,
uomo di bosco e di fiume, lavoro e di povertà,
ma uomo sereno di dentro, come i pesci e gli uccelli
che con me dividevano il cielo, l' acqua e la libertà...

Perchè sono in prigione per sempre, qui in questa pianura
dove orizzonte rincorre da sempre un uguale orizzonte,
dove un vento incessante mi soffia continua paura,
dove è impossibile scorgere il profilo d'un monte ?

E se d'inverno mi copre la neve gelata
non è quella solita in cui affondava il mio passo
forte e sicuro, braccando la lieve pestata
che lascia la volpe, o l' impronta più greve del tasso...

Ho cancellato il ricordo e perchè son caduto,
rammento stagioni in cui dietro ad un sole non chiaro
veniva improvviso quel freddo totale, assoluto
e infine lamenti, poi grida e bestemmie e uno sparo...

Guarda la guerra che beffa, che scherzo puerile,
io che non mi ero mai spinto in un lungo cammino
ho visto quel poco di mondo da dietro a un fucile,
ho visto altra gente soltanto da dietro a un mirino...

E siamo in tanti coperti da neve gelata,
non c'è più razza o divisa, ma solo l' inverno
e quest'estate bastarda dal vento spazzata
e solo noi, solo noi che siam morti in eterno.

Io che guardavo la vita con calmo coraggio,
cosa darei per guardare gli odori della mia montagna,
vedere le foglie del cerro, gli intrichi del faggio,
scoprire di nuovo dal riccio il miracolo della castagna.

domenica 11 ottobre 2015

"Inconfondibile" Panda bianca...

La mitica maniglia-non maniglia della Panda 750

Parcheggio la mia fedele Panda bianca lungo la strada che dalla Provinciale riporta verso il centro del paese. La mia meta è il vecchio edificio riqualificato di recente che ospita, insieme ad altri servizi, l'Uffico Anagrafe .
Un breve percorso in discesa, qualche saluto scambiato, ci si conosce tutti, qui. Una signora spazza le foglie d'autunno lungo la strada davanti a casa, abitudine paesana che integra il servizi NU, spesso lo sostituisce.
Assolta la semplice commissione all'Anagrafe, percorro a ritroso il tratto in lieve salita, mi accosto alla  Panda bianca e faccio l'atto di aprire lo sportello, lato guida, ovviamente.
Con mia sorpresa e anche un po' d'imbarazzo, lo sportello cede al movimento e si sposta dalla sua sede, penzolando e resta attaccato per la cerniera, ma inanimato come l'arto di un burattino al quale fosse stato tagliato il filo.
Richiudo precariamente, chiedendomi pechè non se n'era accorto nessuno della famiglia.
La Panda da qualche anno è passata all'uso prevalente di  mio figlio Michelangelo, lo ha acompagnato per tutti e tre gli anni di Università a Pisa, adesso lo aspetta tutti i giorni al ritorno in treno da Firenze per riportarlo a Vecchiano...possibile che...
Temendo che nella strada da lì a casa lo sportello si staccasse del tutto, con effetti disastrosi ( e figuraccia in piazza), ho chiamato al cell il mio molto stupito marito,che è subito partito dalla torneria per venire in soccorso dell'auto e della moglie.
Mentre aspettavo, la signora della ramazza ha parlottato brevemente con la figlia e poi mi son sentita chiamare "Ma la tua macchina è questa!"
Imbarazzo per l'imbranata figura, ma soddisfazione per l'integrità dello sportello. Soddisfazione condivisa da mio marito che, a parte lo scomodo, non avrebbe dovuto accollarsi la noia e la spesa della riparazione!
Abbiamo riso insieme alle compaesane per il ridicolo equivoco, ed io ho dato loro il pemesso ufficiale di raccontare la mia gaffe, tanto io l'avrei scritta sul blog, quindi...
E lei, la MIA Panda bianca, mi aspettava poco più avanti, figurarsi se io avevo controllato la targa!
L'avevo scambiata per una sua collega un po' più anziana e peggio messa: di Panda bianche ce ne sono ancora tante in giro!
Non è la prima volta e non sono la sola a cadere in errore.
Andare in giro con una Panda bianca è un po' come chiamarsi Mario Rossi.

martedì 29 settembre 2015

29 Settembre, S. Michele: un luogo, un evento


Ci sono luoghi , nei paesi come nelle città, talmente familiari che ormai non facciamo più caso al significato e alla storia che testimoniano.
Non mi riferisco ai monumenti più o meno famosi, ma a quelle  paricolari tracce del passato,  meno eclatanti e ormai quasi invisibili e scontate, anche se formano il mosaico capillare e sfaccettato della nostra identità.
Scrivendo questo sonetto  mi proponevo di descrivere un luogo caratteristico di Vecchiano, l'edicola di S.Michele, posta ad un incrocio nella zona più antica  del nostro paese. Poi la composizione  si focalizza sulla vicenda ricordata nell'iscrizione della lapide, posta sul lato opposto della strada rispetto all'edicola : l'assassinio del giovane Giovan Battista Barsuglia, da parte di una squadra di fascisti provenienti da Pontasserchio e che, non trovando lo zio, militante antifascista, non esitarono ad uccidere un giovane padre. Non aggiungo nessun commento a questo episodio. La via in cui abito è intitolata alla vittima di quell'atto di barbarie, uno dei tanti, come ci insegna la storia e come testimoniano i più anziani.
L'idilliaco scenario della vita paesana, che era mia intenzione descrivere, si è trasformato nella testimonianza di quell'episodio.
Molti di noi non hanno vissuto quegli eventi, ma siamo stati educati nel ricordo e nello spirito di quei valori; trasmetterli e divulgarli fa parte dei nostri doveri di cittadini, di genitori ed educatori. Ciò è particolarmente attuale in tempi, come questi, di regressione sociale  e civile, di negazionismo, di oscurantismo culturale, di indebolimento delle istituzioni.

martedì 22 settembre 2015

Varoufakis risponde a Renzi:

Yanis Varoufakis risponde a Matteo Renzi: “Non ti sei liberato di me 

http://www.diggita.it/v.php?id=1491067

“Signor primo ministro, lei non si è liberato di me, partecipando al vile golpe contro Alexis Tsipras e la democrazia greca lo scorso luglio, si è sbarazzato della sua integrità di democratico europeo, e forse della sua anima”: così l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis risponde sul suo blog al premier Matteo Renzi che ieri aveva detto 
“Anche ‘sto Varoufakis se lo semo tolti di mezzo”.
Anche la parlata  da fiorentina diventa romanesca, accrescendo la  sciatta arroganza del premier che già nell'idioma toscano suona più provocatoria che disinvolta.
Quanto all'anima di Renzi, Dante lo avrebbe già sistemato in due o tre posti di quelli che lui era bravo a costruire con i versi, magari già da vivo, come per Bonifacio VIII.
Questa classe politica becera e pronta ad autoincensarsi con una propaganda di regime  trionfalista e spesso millantatrice imbarazza ed esaspera, prima ancora di tutti gli altri Italiani, noi  Toscani, abituati a ben altri primati ed eccellenze.
E questo è il danno minore.






domenica 13 settembre 2015

Bello, eh??!!


Bello, eh??!!
Anche un dolce può avere  una storia dietro: di errori, pasticci, esasperazione, tempo che corre all'impazzata!
Ma la storia alla fine ha un lieto, anzi dolce ( sic) fine.
Perchè un dolce è qui, nel salotto del Lo schiaccianoci, invece di essere di là, in cucina, nelle Parole di contorno, insieme a tutte le altre ricette?
L'inizio di questo post lo fa intuire facilmente.
C'è dietro la storia di un fallimento disastroso, fortunosamente recuperato, ma che ...dolce fatica!!
"Ma dai, mamma, è buono lo stesso..."Mi ha generosamente consolato il mio primogenito Lorenzo, che ha  festeggiato  il  trentunesimo compleanno il 10 settembre scorso, alla vista dell'inqualificabile zuppone di latte, panna, biscotti sbriciolati e caffè,  che doveva comporre un semifreddo goloso. Idee per le torte di compleanno ne ho realizzate tante, di vari tipi, e questa dolce tipo Viennetta mi attraeva assai. Non immaginavo certo la disavventura che mi aspettava! Quella che doveva essere un elegante dessert  aveva assunto invece l'aspetto poco invitante di un pastone per i polli!
Ho apprezzato la sua buona intenzione, ma mi piangeva il cuore: io, food blogger orgogliosa delle proprie performance, presentare quell'obbbrobrio (tre B meritatissime, buono all'assaggio, peraltro, ma di orribile aspetto) e proprio al finale di una cena festosa, che si sarebbe aperta con un maestoso piatto di tortelli fatti in casa, tradizione e orgoglio di famiglia.
La notte porta consiglio, il vecchio proverbio vale anche per recuperare i dolci!
Mi sono alzata un po' prima e sono andata subito al frigorifero, sperando tacitamente che nel frattemp o la brodazza si fosse assorbita ed avrei coperto l'onta con uno strato di cacao in polvere, stile tiramisù ( nome alquanto appropriato al mio stato d'animo).
Delusione totale: la massa inzuppata galleggiava su uno strato liquido, non assorbito:verdetto inappellabile!!.
Con l'aiuto del frullatore ho potuto rimodellare l'impasto e l'ho spalmato  sugli  strati di biscotti secchi ( petit, marie per noi) , alternando con strati di crema nutella/mascarpone, l'SOS delle farce in emergenza. Avevo preparato delle sfoglie di cioccolato fondente che sono andate ad arricchire il tutto
 e infine copertura di cacao amaro e decorazione a siringa, ravvivata da amarettini e meringhette: ORA CI SIAMO!

sabato 22 agosto 2015

è arrivata Tigrilla



 Nella corte eccezionalmente silenziosa, in questo scorcio d'estate, è arrivato Tigrillo, silenzioso anche lui, nello stile felpato e inconfondibile dei gatti.
E' un gatto giovane, non più micino e non ancora adulto, che qualche traversia ha ridotto così magro e un po' malconcio, diffidente, più pronto a soffiare non si sa se per difesa o per attacco che a farsi avvicinare.
Poi il miagolio ancora esile, da gattino affamato, che richiama l'attenzione di coloro che ai felini domestici sono sempre stati sensibili: poverino, un po' di croccantini in un piatto di plastica, un po' d'acqua nella ciotolina e una pallina gialla, capitata lì chissà come.
E' bastato poco per migliorare l'aspetto e anche il comportamento; ora accetta di essere accarezzato, un accenno di fusa, uno strofinarsi amichevole alle gambe dell'umano che lo avvicina.
Siamo noi, insieme ai i nuovi vicini, a soccorrere  il micio randagio.
Chissà da dove viene, se aveva una casa, se è di passaggio o si fermerà.
I rispettivi gatti di famiglia lo ignorano o fingono di ignorarlo, si sa che essi non amano la concorrenza e la condivisione.
Subito approvato dalla comunità gattara della corte,  in virtù del suo mantello striato in varie tonalità di marrone, gli abbiamo dato un nome letterario, Tigrillo, anzi Tigrilla, perché abbiamo appena scoperto che è una gattina!

giovedì 20 agosto 2015

un nuovo blog: "i giorni di Santippe"

Udite udite:
Fata Confetto
in un raptus di imprecisata natura
ha aperto un nuovo blog


http://igiornidisantippe.blogspot.it/

"i giorni di Santippe"

http://igiornidisantippe.blogspot.it/

ACCORRETE NUMEROSI!! 

 

mercoledì 12 agosto 2015

Stragi d'Agosto, ricordo

Nel mese di Agosto si celebrano

nei Comuni di Vecchiano e di S. Giuliano Terme  gli anniversari degli eccidi nazifascisti avvenuti nei nostri territori

 

Eccidio della Romagna (Molina di Quosa)

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2012/02/09/news/eccidio-della-romagna-morti-senza-giustizia-1.3164275

 14 agosto:Eccidio della Bonifica di Vecchiano
21 agosto : Eccidio di Laiano ( tra Filettole e Ripafratta)
http://www.toscananovecento.it/custom_type/70-anniversario-della-strage-di-laiano/
 


domenica 2 agosto 2015

Il pane in tavola


Un'occhiata indietro al calendario mi dice che, accanto a Lo schiaccianoci, le Parole di contorno da tre anni e mezzo sono lì a snocciolare ricette di ogni tipo, con frequenza talvolta incostante e un repertorio sempre assortito e, spero, apprezzato, nella versione casalinga di molte specialità: le ricette semplici della cucina di tutti i giorni e quelle più impegnative per le occasioni importanti, dalle più tradizionali e collaudate a esperimenti non sempre riuscitissimi.
Non posso dire che la cucina non abbia un posto privilegiato nella mia giornata, per soddisfare il primario bisogno del nutrimento, ma anche per contrassegnare il momento conviviale ed affettivo del riunirsi intorno alla tavola, con la famiglia e gli ospiti, nella quotidianità o nelle grandi occasioni
...anche inventate per il piacere di stare insieme, gustando qualcosa di buono.
Di recente mi sono cimentata nella preparazione del pane, dopo parecchie esitazioni.
Ho cercato istruzioni e dosi, sia in rete che sulle confezioni di lieviti e farine e confesso che le diverse indicazioni mi hanno un po' frastornato, com'è ovvio per i principianti e poi ho iniziato a esperimentare.
Dopo il primo tentativo, assai incoraggiante ( qualcuno più disinvolto di me direbbe"il c..o dei principianti) , non mi sono lasciata scoraggiare da qualche fallimento, che mi è servito ad aggiustare dosi e tempi, fino ad ottenere buoni risultati.
Devo dire che, nonostante la mia pratica della cucina e le numerose ricette che preparo di continuo, nessuna mi ha mai dato l'emozione che ho provato facendo il pane e che ogni volta si rinnova.
L'impasto, la lievitazione,  la cottura con il profumo che si sparge per casa e poi l'assaggio del nostro pane, festeggiato da tutta la famiglia, che sembra dare un sapore diverso al cibo con il quale si accompagna.
Non è qui il luogo per parlare de la storia del pane, che si identifica con quella dell'umanità, né del suo immenso valore simbolico, al centro di valori quali la religione e il lavoro, presente in opere letterarie, pittoriche ecc...
Ho voluto tuttavia  sottolineare il significato di un'esperienza di semplice vita domestica , che nella convulsa realtà contemporanea riporta il sapore e il ricordo del passato  più autentico.

sabato 18 luglio 2015

Gl'intrusi

Nessuno se n'è accorto prima, di quella piccola massa giallognola tra le foglie della pianta grassa, che non so nemmeno come si chiama.
Poi sono apparsi due grosse forme ovali, come due uova di un misterioso uccello di passaggio, in questa estate torrida, verso chissà quali destinazioni.
La sorpresa per l'apparizione della sera precedente ha raggiunto il culmine la mattina successiva: i due funghi si affacciavano tra il verde, con le cappelle giallo chiaro sovrapposte l'una all'altra  e i gambi  dritti e ben disegnati e se ne stavano lì, come se ci fossero stati da sempre.
Effimera presenza, già alla sera è iniziato il conto alla rovescia e, così come erano apparsi nella fioriera della terrazza, se ne sono andati, lasciando un piccolo ammasso informe.
Normale fenomeno botanico, favorito certamente dal clima caldo umido di questi giorni di luglio e dalle frequenti annaffiature che ristorano le piante, ma questa apparizione fugace, pur tipica dei funghi, ha qualcosa di inquietante, fa riflettere sulla precarietà di molte cose intorno a noi e che spesso sono quelle che assorbono  di più il nostro tempo a la nostra energia, a scapito di ciò che veramente conta nella vita.
Anche attraverso due  funghetti intrusi, la Natura manifesta tutte le forme di vita e  ci porta a riflere sull'esistenza.

mercoledì 8 luglio 2015

Sam Astroeuropea


"Panta rei", come tutte le umane cose, anche il clamore intorno all'impresa della'astronauta italiana si è, se non spento, attenuato.
Non mi attrae entrare nel merito della polemica ridicola che nell'immediato dopo rientro ha rivelato impietosamente il livello intellettuale di quanti, gossippari  abituati ad altri contesti e personaggi, già rumoreggiavano per lo spazio mediatico che dava il giusto e meritato rilievo all'evento e alla sua protagonista, al suo  valore e merito scientifico, alla  garbata simpatia personale.
Anch'io ho fatto parte della schiera di coloro che hanno seguito il lungo e complesso evento ed ho ammirato la semplicità e la chiarezza di Samanta  nel metterci a parte di tanti aspetti, anche quelli quotidiani ,che sottolineano l'aspetto umano della navigazione tra le stelle.
Non ne ho mai scritto, poichè "Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto ...", come recita il disclaimer  e i mezzi specializzati rendevano superfluo il mio intervento.
Tuttavia, scorrendo i profili di Twitter , che da poco sono tornata a frequentare, mi sono soffermata su quello di @AstroSamantha per  un particolare che mi ha suggerito questa riflessione.
Come si legge nella bio, la nostra astronauta si definisce 
europea di nazionalità italiana
 Senza nulla togliere alla sua identità di donna e scienziata italiana, in questo periodo di lacerante crisi, che si spera porterà alla vera Unione  dei Popoli, anche sotto la spinta del recente referendum della Grecia, la sua affermazione dell'appartenenza all'Europa aggiunge una grande lezione di europeismo.
Una lezione che giunge dallo spazio infinito, dal quale non può che arrivare un messaggio universale, che supera i confini stretti dell'interesse e del potere, 
in una visione del bene comune,
 perchè la Terra è una e appartiene a tutta l'Umanità.  

sabato 4 luglio 2015

Solidarietà alla Grecia


foto da La Repubblica

 La drammatica realtà che sta travolgendo il Popolo Greco rappresenta una assoluta vergogna per l'EU  e per il tradimento perpetrato verso lo spirito del Manifesto di Ventotene e dell'Europa dei Popoli.
Popoli che fino ad adesso sono stati pedine inerti.
Con il sostegno popolare  alla Grecia è cominciata una nuova epoca di consapevolezza e di partecipazione.

venerdì 12 giugno 2015

Dietro a una fragola

La fragola è un frutto che evoca i  colori e i profumi della primavera, la sensualità di una donna, il sorriso di un bambino: tutte immagini di vita e di armonia con la Natura.
Purtroppo la realtà che esiste dietro la coltivazione e la lavorazione di questi frutti ci rimanda un quadro totalmente diverso da quello descritto, fino ad assumere i toni drammatici e addirittura tragici, identificabili in parole che  mai dovrebbero essere associate a nessun essere umano.
La stagione delle fragole è quasi finita, ma il sistema criminale, come un mostro che divora diritti e dignità, fino ad appropriarsi anche della vita stessa dei lavoratori che cadono sotto il suo potere,  è attivo per altre colture e prodotti, una spirale disumana e  spietata di abuso e prevaricazione.  

Sono italiane le nuove schiave dei campi

 Lettera a Renzi contro il caporalato in agricoltura. Scrivono le ong di Danimarca e Norvegia

lunedì 8 giugno 2015

Mal di testa?


L'Orfeo di Antonio Canova - particolare

I cultori dell'Arte mi biasimeranno per questo titolo irriverente??
No problem.
La notizia è e resta bella, di grande interesse artistico e storico per tutti gli appassionati di questa incomparabile forma di arte figurativa.
La scultura vanta  a Carrara un immenso patrimonio e tradizioni illustri, dovute all'opera degli artisti più prestigiosi, che hanno fatto di questo luogo un laboratorio unico ed eccezionale, grazie alla presenza della materia prima estratta dalle celebri, ma anche adesso problematiche, cave di marmo, che nella pietra statuaria candida offre la sua più preziosa qualità.
In eccezionale trasferta dal museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, dal 13 giugno al 4 ottobre, saranno in mostra presso il Palazzo Cucchiari di Carrara 16 sculture in marmo provenienti dal Museo dell'Ermitage e di 7 gessi dell'Accademia di Belle Arti della città apuana, più una copia da Lorenzo Bartolini conservata nell'Istituto d'Arte di Massa.
Fu lo Zar Nicola 1°, che nel 1845 visitò l'Italia privatamente, a realizzare  questa prestigiosa collezione, grazie al genio creativo di Antonio Canova e dei maestri del marmo della scuola carrarese dell'Ermitage.

http://www.repubblica.it/speciali/arte/recensioni/2015/06/06/news/carrara_ermitage_marmi_mostra-116224156/?ref=HRLV-20

martedì 2 giugno 2015

Moz Awards 2015: votate, votate!!


http://mikimoz.blogspot.it/2015/05/moz-awards-nomination-2015.html
http://mikimoz.blogspot.it/2015/05/moz-awards-nomination-2015.html

Sullo scoppiettante blog di Miki " Moz O'Clock" vi aspetta un evento elettrizzante.
Il link è qui sopra... ed ora mi faccio un po' di pubblicità in  stile vecchia campagna elettorale (...altri tempi, altre passioni!!)  
per la nomination nella categoria
MIGLIOR BLOG CUCINA






sabato 30 maggio 2015

Cookie Policy su "Parole di contorno"

Trattamento dei dati personali e Cookie Policy su "Parole di contorno"

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lunedì 25 maggio 2015

"Piave" : strumentalizzazione e stravolgimento



L'ultima, per adesso, grossolana barbarie l'abbiamo dovuta sentire in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia nel Primo Conflitto Mondiale
La data storica del 24 Maggio, immortalata in uno degli inni patriottici più amati ed emblematici, è stata stravolta ed offesa nei valori e nella realtà storica che rappresenta con l'uso strumentale e fazioso di uno dei suoi versi più significativi:
"Non passa lo straniero"
Laddove queste parole significano la ferma volontà, pagata col sacrificio di tante vite, di fermare l'avanzare  dell'esercito nemico sul suolo italiano, l'ottusità leghista ha voluto sostituire l'espressione del proprio modo razzista e sub-umano di intendere e gestire il dramma dell' immigrazione clandestina, sia di natura economica e, scenario ancora più tragico, di quella politica, che ha alle spalle guerre civili e militari di inaudita violenza.
Dalla rubrica "In mezzora" ai notiziari televisivi e on line, si è diffuso il messaggio stravolto e stravolgente, ingoiato e triturato dalla macchina multimediale dell'nformazione, anche perché è provato che ci si abitua pericolosamente a tutto, fino all'appiattimento di ogni reazione e all'annullamento di ogni indignazione.
E questo è un pericolo reale, che ha sempre favorito l'avanzare delle idee più estremiste e facinorose, fino alla loro disastrosa affermazioni in termini di consenso e di  potere, fuori dalla logica democratica.
Il "Piave" non può dare la sponda, in termini né figurati né reali, al rafforzarsi di questa visione aberrante e dei rapporti umani che nega e contraddice i valori etici, morali e umanitari, di provenienza sia laica che cristiana, che sono alla base della convivenza civile e rappresentano una conquista dell'
Umanità, dove non esiste nessuno Straniero.

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