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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
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martedì 29 settembre 2015

29 Settembre, S. Michele: un luogo, un evento


Ci sono luoghi , nei paesi come nelle città, talmente familiari che ormai non facciamo più caso al significato e alla storia che testimoniano.
Non mi riferisco ai monumenti più o meno famosi, ma a quelle  paricolari tracce del passato,  meno eclatanti e ormai quasi invisibili e scontate, anche se formano il mosaico capillare e sfaccettato della nostra identità.
Scrivendo questo sonetto  mi proponevo di descrivere un luogo caratteristico di Vecchiano, l'edicola di S.Michele, posta ad un incrocio nella zona più antica  del nostro paese. Poi la composizione  si focalizza sulla vicenda ricordata nell'iscrizione della lapide, posta sul lato opposto della strada rispetto all'edicola : l'assassinio del giovane Giovan Battista Barsuglia, da parte di una squadra di fascisti provenienti da Pontasserchio e che, non trovando lo zio, militante antifascista, non esitarono ad uccidere un giovane padre. Non aggiungo nessun commento a questo episodio. La via in cui abito è intitolata alla vittima di quell'atto di barbarie, uno dei tanti, come ci insegna la storia e come testimoniano i più anziani.
L'idilliaco scenario della vita paesana, che era mia intenzione descrivere, si è trasformato nella testimonianza di quell'episodio.
Molti di noi non hanno vissuto quegli eventi, ma siamo stati educati nel ricordo e nello spirito di quei valori; trasmetterli e divulgarli fa parte dei nostri doveri di cittadini, di genitori ed educatori. Ciò è particolarmente attuale in tempi, come questi, di regressione sociale  e civile, di negazionismo, di oscurantismo culturale, di indebolimento delle istituzioni.

6 commenti:

  1. Ciao Fata Confetto, hai scritto un bellissimo e corretto post, mai dimenticare ma soprattutto mai smettere di raccontare.

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  2. Grazie Anna Maria,
    la memoria della Storia è nelle nostre mani, facciamone buon uso, per chi si è, o è stato, sacrificato, e per il futuro consapevole dei giovani:)

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  3. Ciao Marilena, molto bello l'articolo che hai scritto. Mi soffermo sulla parte riguardante l'edicola di San Michele...anche da noi ce ne sono tantissime, non ne ricordo raffiguranti San Michele ma sicuramente ricordo la Madonna di Oropa, san Giovanni, San Giorgio, sant'Antonio...purtroppo è vero , passiamo e non le vediamo nemmeno più per quanto siamo abituati ad averle sempre sotto gli occhi. Eppure se ci fermiamo un momento ad osservarle scopriamo che sono bellissime e che costituiscono un patrimonio artistico minore che va conservato e tutelato. Qui ne hanno fatto un bellissimo volume fotografico, ed è stato un primo passo verso la loro valorizzazione.
    Ciao, un abbraccio.
    Antonella

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    1. Ciao Antonella,
      anche qui ogni tanto qualcuno lancia l'idea di un progetto di recupero, ma per adesso non c'è niente di concreto.
      Eppure, oltre a S. Michele,( per antica convenzione l'edicola è curata da una famiglia del paese, che non è più proprietaria di quella casa, che era una foresteria) ce ne sono molte altre, sempre più compromesse dal tempo che passa e cancella, se non ci curiamo di conservare le tracce del passato.
      Un grande abbraccio a te)))

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  4. cara Fata Confetto, grazie per questo post, anche io abito in un piccolo Comune, ricco di Piloni Votivi ... ce ne sono tantissimi, sparsi lungo i sentieri dei boschi e al interno delle borgate del mio paese... Purtroppo molti sono rovinati dalle intemperie degli anni, ma sai una cosa bella... dove non è arrivato lo Stato sono arrivati i cittadini... ci sono di mezzo le belle Arti... ma se aspettavamo perdevamo qualcosa che ci ha accompagnato da generazioni a generazioni...così ogni borgata ha adottato un Pilone, lo puliamo, abbiamo sistemato il tetto, l'intonaco e ravvivato i colori... perchè da noi la prima settimana di settembre ci raduniamo tutti attorno al nostro per recitare il rosario ... quelli che si perdono nei sentieri dei boschi però sono un pellegrinaggio di molti Monasteresi, giovani e anziani... una passeggiata nei boschi e una preghiera al pilone che si incontra, un mazzo di fiori raccolto nel prato....
    Ci vorrebbero i soldi, ma non ci sono... peccato ... ma anche i Piloni raccontano tante storie ed è bello sentirle raccontare dagli anziani del paese
    Il 29 settembre è l'anomastico della mia bimba
    un bacio Fata Confetto e raccontaci ancora le storie che si velano dietro questi piccoli tesori, io li leggerò volentieri Valeria

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    1. Carissima Valeria, mi fa molto piacere ritrovarti. Questa esperienza che descrivi con tanta partecipazione è una di quelle cose, rare purtroppo, che fanno capire che ancora è forte e vivo il senso di appartnenza alla propria identità e alla propria comunità, sia sotto l'aspetto storico-culturale che sotto quello spirituale.Se riusciamo a tramandare questi valori, in qualunque forma, sarà un grande contributo al futuro dei nostri giovani.
      Un grande abbraccio:-)))

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