google-site-verification: googlee3c30f8ac430801b.html
"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
Benvenuti a tutte le ore di tutti i giorni

gioco con invito

lunedì 9 novembre 2015

Il giardino di Via del Giardino


  La nostra piccola corte si componeva di poche abitazioni ad alcune costruzioni agricole. Due alberi di arancio e un grosso caco ombreggiavano i cortili delle due proprietà  adiacenti alla nostra. Un grande orto, in parte tenuto a frutteto, ci divideva dalla strada pubblica. Sulla curva, un palo in legno dell’illuminazione che reggeva la sua lampada avvitata sotto un piatto metallico, segnava il limite tra il piccolo mondo della corte e il resto del paese. 
Davanti a casa nostra c'era un bel giardino  e una gigantesca acacia si ergeva, imponente, di fronte al portico. 
Il nostro era "il giardino di Via del Giardino". Non ce n'erano altri in tutta la strada, dove abbondavano stalle e pagliai.Tanto è vero che venivano lì a farsi le fotografie le coppie di sposi e le ragazze "spazzine", le damigelle, con l'abito da cerimonia prima di andare alla solenne processione.
Non c'era recinsione, se non una bassa fila di canne incrociate a ics. Ma c'erano tanti alberi:quattro oleandri ai lati, dai fiori di un rosa intenso e le foglie velenose, verdi scurissime, una piccola palma che dava un tocco esotico, due piantine che delimitavano l'ingresso, che a giugno si riempivano di infiorescenze a grappoli bianchi, profumatissimi, per la gioia di api e vespe.
In un angolo un cespuglio di edera sormontava una piccola grotta di tufo che ospitava una statuina della Madonna, vigile presenza a proteggere casa e corte
La porta d'ingresso, al di sopra della quale si apriva la finestra della camera dove mio fratello ed io siamo nati, dava luce all'interno attraverso l'elegante rostra di ferro  e, ai lati, c'erano due  piante di melograno, belle a giugno, con i loro fiori rossi, bellissime in autunno, cariche di frutti maturi, che "ridevano" dalle spaccature della buccia, mostrando i grani all'interno, come rubini luccicanti.
Ne staccavamo qualcuno, da mangiare o regalare, ma quelli sono frutti che  non  hanno, almeno nella nostra cucina, un grande impiego.Mai avrebbe immaginato la mamma di poter preparare la ricetta per il tacchino al melograno o altre preparazioni che oggi sono conosciute anche da noi e che utilizzano i  chicchi vermigli di questo frutto autunnale, che già nella buccia presenta la tavolozza della stagione, con i suoi toni caldi e ambrati.
Tuttavia i melograni venivano scrupolosamente raccolti e venduti ad una casa farmaceutica, che li usava per ricavare un colorante naturale per i medicinali prodotti.Quando mio fratello poche sere fa mi ha portato i meravigliosi melograni della foto, mi è tornato il caro ricordo di quei due alberi di melograno e anche il fatto che Il ricavato apparteneva a noi due bambini e serviva a comprare i nostri libri: i melograni, dunque, hanno contribuito al aprirci il mondo della conoscenza.
 

9 commenti:

  1. Che bella descrizione. Ho provato nostalgia perchè ho sentito l'ordine, la cura e l'affetto che nutriva la bellezza di quel giardino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Tina,
      in realtà quel giedino era snche un po' "spettinato", ma l'affetto c'era davvero e resta ancora per noi, mio fratello ed io, che lo ricordiamo come il luogo della nostra infanzia.
      :-)

      Elimina
  2. Risposte
    1. Ciao CODW,
      i ricordi belli restano per sempre a farci compagnia:-)

      Elimina
  3. Bellissimo racconto pieno di ricordi!
    Buona giornata da Beatris

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Beatris,
      più si allontanano, più i ricordi rivivono nella memoria,nitidi e precisi, e nei sentimenti, come se tanto tempo non fosse passatoaffatto! :-)

      Elimina
  4. Un caro saluto a Tomaso, che ringrazio vivamente per essersi unito ai lettori dello schiaccianoci:-)

    RispondiElimina
  5. Forse non ho conosciuto quel giardino, ma i melograni me li ricordo , con tutti quei semi che a me sembravano spruzzar inchiostro rosso, che dispettosamente mi volevano macchiare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, Paolo, quel giardino non lo hai conosciuto, sei troppo giovane e adesso al suo posto c'è...(cemento e muro), ma quello accanto sì.
      Ci volevano i melograni di Mariano per trovarsi in rete.
      Mi ha fatto molto piacere la tua visita e il commento , spero che si ripetano, se la tua attività ti lascia un ritaglio di tempo.
      Ho visitato il tuo blog, ma , come si addice ad un sito professionale , non ci sono lettori e commenti e anche la pagina Web.Lascio questa risposta anche nel modulo di contatto del tuo blog.
      Grazie ancora e saluti a TUTTI e anche auguri, tra un po' ci siamo, per un sereno Natale.:))))


      Elimina

Grazie per il tuo commento:
se capiti qui per caso,
se ogni tanto vieni a trovarmi,
se la curiosità ti accompagna in giro per la rete,
anche un semplice saluto è sempre gradito.
Fata C

comunicazione

I contenuti presenti su questo e gli altri blog dei quali sono titolare sono pubblicati con licenza Creative Commons 3.0 Italia.
Se condivisi devono essere rispettati i seguenti diritti:
- attribuzione: deve essere citato il nome dell'autrice
- non è consentito l'uso per fini commerciali
- non sono permesse modifiche

Alcune immagini sono state prelevate dal Web.
Se è stata violata qualche regola siete pregati di avvisare nello spazio commenti e saranno eliminate immediatamente.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001.
Powered by Blogger.