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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
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lunedì 20 aprile 2015

Germogli


asparago selvatico (Asparagus acutifolius) immagine dal Web

Per godersi la primavera niente di meglio di una bella passeggiata in campagna o in collina.
Alla bellezza della fioritura e del verde rinnovato di prati e declivi, si aggiunge il piacere della ricerca di germogli commestibili, che ci riportano il gusto erboso e genuino delle piante spontanee.
Di ritorno dalla passeggiata si può preparare una bella  pasta con asparagi
o una classica frittata, che i germogli selvatici rendono ancora più saporita.
In realtà gli asparagi di monte sono molto ambiti e contesi ed i cercatori esperti riescono a mettererne insieme delle quantità discrete, suscitando l'invidia dei rivali e non si rinuncia a vantarsi, sulle orme dei cacciatori di selvaggina!
Io non mi sono mai cimentata nella ricerca, un po' per motivi di diottrie, ci vuole una vista discreta a scovare, sui cigli scoscesi e tra le pietre crepate, i teneri germogli, tra i rami fitti e intricati della "sparagina", come chiamiamo noi la pianta, o madre di asparagi.
E' una pianta che ha anche una funzione ornamentale, bella ed elegante con le sue foglie aghiformi, piccole e di un bel verde brillante ed i rami che tendono ad intricarsi, pungendo anche  le mani che esplorano il cespuglio, alla ricerca dei saporiti asparagi selvatici, per la presenza delle  caratteristiche spine poste alla base dell'apparato foliare.
Questa pianta spontanea pesso entra nella composizioni floreali e  in passato veniva  usata per la sparta o fiorita, che una vota veniva preparata per le processioni, insieme a petali di tanti colori prelevati dai giardini del paese e mescolati alla sparagina e ad altre erbe della collina, come il mirto e il timo.
Quei profuni aromatici accrescevano la solennità deli cortei religiosi, si mescolavano alle preghiere e ai canti,  i ramoscelli si impigliavano nell'orlo dei vestiti bianchi delle bambine della Prima Comiunione o degli abiti lungi delle damigelle d'onore.

 clematide (Clematis vitalba)
Cedendo il campo, o meglio il monte, agli appassionati  ( da noi passionisti...come i frati predicatori) degli  asparagi selvatici, io ho ripiegato sui germogli di un'altra pianta, spontane e infestante, e anche velenosa, la vitalba. Solo i germogli primaverili sono commestibili, mentre le altre parti della pianta contengono sostanze tossiche, comunque ne viene raccomandato un uso limitato.
Noi in famiglia da più di trent'anni ci facciamo un paio di ottime frittate ogni anno ed eccoci qua, se qualcuno ci volesse imitare, può stare tranquillo!

mercoledì 15 aprile 2015

Aprile, dolce dormire e dolci torte!



La  primavera che  "brilla nell'aria e per li campi esulta" porta nella nostra zona anche il ritorno delle tradizionali fiere agricole: a Vecchiano è da poco trascorsa, a Pontasserchio è in  in preparazione per la fine del mese.
Dopo un lungo periodo di crisi, si nota una interessante ripresa di questi appuntamenti, non solo in funzione dell'economia di questo territorio, ma anche per la nostra identità culturale e storica.
La fiera di Vecchiano fu anticipata dal 3 di Maggio al primo lunedì di Aprile per non essere sopraffatta dalla ben più importante fiera di Lucca, potenza commerciale  di grande importanza.
A Pontasserchio, nella data del 28 Aprile, si festeggia  il Santissimo Crocefisso del Miracolo, risalente al 1200 e conservato nella Chiesa di San Michele Arcangelo.
Se una certa inevitabile rivalità oppone i due paesi, alimentata da aneddoti che sottolineano i rispettivi difetti o additano episodi atti a mettersi reciprocamente in ridicolo, la ricetta tradizionale per la torta paesana mette tutti d'accordo.
L'immagine della torta co' bischeri, icona classica delle ricette locali, già presente nel manuale dell'Artusi, non ha bisogno di essere reiterata, perchè gode di un posto privilegiatao nel cuore e nel palato di tutti gli abitanti del territorio, nonché degli estimatori che hanno avuto l'occasione e il piacere di gustarla.
Omaggio da sempre per parenti, amici, visitatori; suggello di amicizia, gratitudine,  riconoscenza, secondo la categoria del destinatario, è la torta la vera protagonista della fiera di Vecchiano del primo lunedì di aprile e delle feste e fiere degli altri paesi, in primis Pontasserchio che ne rivendica l'origine, accreditata anche dagli esperti.
 La torta non va a fette, ma a bischeri, che determinano la misura dello spicchio secondo la golosità del commensale o le sue esigenze dietetiche, che ne coglierà l'armonia dei sapori, dal dolce allo speziato, nella classica proporzione tra suolo ( pane) e ripieno ( buzzo). Si gusta con un bicchire di vino rosso, a sottolineare la natura casalinga, o meglio familiare, del "nostro" dolce, che evoca tavole imbandite, donne affaccendate tra cucine e forni, una volta a legna, bambini impazienti di andare in fiera,tra "banchetti", dolciumi e follie di giostre, calcinculo, carrozzine, ottovolante si digeriva la torta, pronti a mangiarne un'altra fetta per merenda.

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