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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
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domenica 7 febbraio 2016

La caccia è finita, ma...


La stagione della caccia si è conclusa, la primavera e il periodo della riproduzione si avvicina, nonostante l'inverno non si sia ancora fatto sentire.
Qui in Toscana stiamo vivendo un aspetto assai conflittuale dovuto alla legge regionale approvata  di recente, che prevede tre anni di caccia libera in tutte le stagioni con l'obiettivo di sterminare 250mila tra ungulati e caprioli.
Nella nostra regione la tradizione venatoria è ancora molto forte e nelle famiglie e nei ristoranti si tramanda  la ricetta per il cinghiale in umido, per la lepre alla cacciatora, i sughi per grandiose pappardelle  cucinati con le carni di diverse specie selvatiche ed altre specialità che arricchiscono il repertoria gastronomico del nostro territorio.
La controversia tra favorevoli e contrari alla caccia mi trova schierata con questi ultimi, ma come in tutte le questioni penso che tolleranza ed equilibrio devono essere presi nella dovuta considerazione.
Io, come molti, sono contraria sia alla condanna totale che alla  pratica incondizionata di un 'attività che, se nel passato era giustificata da necessità impellenti, oggi si presenta come continuità di una tradizione, con le sue contraddizioni e le sue radici storiche, e ciò non si adatta facilmente ad una risposta univoca.Tuttavia i movimenti animalisti, affiancati da personalità della cultura e dell'arte,  si sono attivati da tempo con iniziative di vario genere, nella campagna "Toscana Rosso Sangue". Ci si chiede come mai in Toscana non vengano utilizzati metodi non cruenti come avviene all'estero, quali cibo, sterilizzazioni e recinzioni ed viene decisamente condannata  la pratica del ripopolamento e dell'abbattimento, utilizzata per tanti anni , fino al sovrappopolamento attuale e i relativi ingenti danni che hanno portato alla promulgazione di questa legge così crudele: ma non è detto che le cose restino così.

4 commenti:

  1. Cara Marilena, con questa legge della caccia, non è facile capire cosa veramente si a necessario, io non ne capisco tanto ma quelle storie che si sentono spesso dei cinghiali che distruggono giardini e coltivazioni non si se sia necessario diminuire il numero di questi animali selvatichi.
    Ciao e buona notte cara amica.
    Tomaso

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  2. Ciao Tomaso,
    i danni in effetti sono molto ingenti, ma la pratica del ripopolamemto ha portato ad un crescita innaturale del numero dei capi, perché non sono stati liberati animali di razza autoctona ma esemplari con altissima riproduttività. E adesso si sterminano, è una vergogna!
    Notte serena a te:-)

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  3. Che la ragione sia da una o dall'altra parte, poco importa ... purtroppo arriviamo sempre "tardi" e le porte le chiudiamo a buoi ormai fuggiti.

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  4. Concordo, FdV, sulla totale mancanza di logica di certe operazioni che inevitabilmente portano all'eliminazione di tanti animali: qualcuno, sia pure a quattro zampe, paga per questa incompetenza e la leggerezza colpevole.
    Saluti, ciao:-)

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Fata C

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