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"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
Benvenuti a tutte le ore di tutti i giorni

gioco con invito

martedì 16 febbraio 2016

Miao meow miaou miau

 Anche i gatti parlano nella lingua del loro Paese

Nella Giornata a loro dedicata 
 festeggiamoli con una coccola in più,
ci ripagheranno con un supplememto di fusa felici!

Ecco la  carissima gattina Stanzi
regina della casa e di nostri cuori!






domenica 7 febbraio 2016

La caccia è finita, ma...


La stagione della caccia si è conclusa, la primavera e il periodo della riproduzione si avvicina, nonostante l'inverno non si sia ancora fatto sentire.
Qui in Toscana stiamo vivendo un aspetto assai conflittuale dovuto alla legge regionale approvata  di recente, che prevede tre anni di caccia libera in tutte le stagioni con l'obiettivo di sterminare 250mila tra ungulati e caprioli.
Nella nostra regione la tradizione venatoria è ancora molto forte e nelle famiglie e nei ristoranti si tramanda  la ricetta per il cinghiale in umido, per la lepre alla cacciatora, i sughi per grandiose pappardelle  cucinati con le carni di diverse specie selvatiche ed altre specialità che arricchiscono il repertoria gastronomico del nostro territorio.
La controversia tra favorevoli e contrari alla caccia mi trova schierata con questi ultimi, ma come in tutte le questioni penso che tolleranza ed equilibrio devono essere presi nella dovuta considerazione.
Io, come molti, sono contraria sia alla condanna totale che alla  pratica incondizionata di un 'attività che, se nel passato era giustificata da necessità impellenti, oggi si presenta come continuità di una tradizione, con le sue contraddizioni e le sue radici storiche, e ciò non si adatta facilmente ad una risposta univoca.Tuttavia i movimenti animalisti, affiancati da personalità della cultura e dell'arte,  si sono attivati da tempo con iniziative di vario genere, nella campagna "Toscana Rosso Sangue". Ci si chiede come mai in Toscana non vengano utilizzati metodi non cruenti come avviene all'estero, quali cibo, sterilizzazioni e recinzioni ed viene decisamente condannata  la pratica del ripopolamento e dell'abbattimento, utilizzata per tanti anni , fino al sovrappopolamento attuale e i relativi ingenti danni che hanno portato alla promulgazione di questa legge così crudele: ma non è detto che le cose restino così.

mercoledì 3 febbraio 2016

Bene o male, è Carnevale...

Passate le festività di fine e inizio anno, il Carnevale è già qui.
Personalmente non ho mai amato, neanche da bambina, questo periodo dell'anno, non tanto per il freddo, ora umido ora pungente: la stagione invernale, brividi a parte, mi ha sempre dato sensazioni suggestive.
E' proprio lo spirito di forzata allegria del Carnevale, come certi clown patetici dei piccoli circhi,  che mi dà un senso di disagio, di malinconia fuori posto.
 Uno degli aspetti carnevaleschi che invece gradisco molto  è legato alla pasticceria, specialmente casalinga.
 Ricette per i dolci di carnevale che tutto l'anno sonnecchiano nel cassetto, adesso si risvegliano per invaderci, prima con il loro profumo e poi con il gusto irresistibile dei fritto dolce, in un crescendo di bontà: cenci e bomboloni, frittelle e castagnole.
Eppure da queste parti, con Viareggio a due passi, il Carnevale è sentito e festeggiato, specialmente dai bambini.
 Quando insegnavo alla scuola dell'infanzia questo disagio era compensato dall'allegria contagiosa e spontanea dei bimbi, da vivere insieme a loro quei momenti così lontani dal mio stato d'animo, eppure così veri.
Era in quei giorni che nascevano le filastrocche che poi cantavamo durante i giochi e le feste, mescolando le rime ingenue al suono di maracas e cembali, in improvvisate tarantelle e girotondi.
Zero coriandoli all'interno della scuola, previa lavata di capo, con ragione, delle bidelle a alunni e maestre.

  ecco una delle nostre filastrocche più gettonate  

W il Re del Carnevale 

                                                                     Viva  il Re del Carnevale
                                                                     con le guance rubiconde,
                                                                       un nasone  niente male,
le pupille nere e tonde
ecco sbatte le sue ciglia,
e ci guarda,oh meraviglia!
Gira il capo a destra e a manca
ride, ride e mai si stanca.
Sulla testa ha una corona
d'oro vero di stagnola
 sistemata di sghimbescio:
guarda un po' come gli dona!

 Ha la giacca da rovescio
 con le toppe gialle e viola
 ma è contento e soddisfatto,
 si diverte come un matto!

 Una neve colorata            
di coriandoli lo avvolge,
sul suo carro, troneggiante,
lui nemmeno se ne accorge.

C'è la musica assordante
di una banda squinternata,
fa ballar tutta la gente,
passa in fretta la serata...

comunicazione

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