google-site-verification: googlee3c30f8ac430801b.html
"Alla fine, noi conserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che comprendiamo, e comprendiamo solo ciò che ci viene insegnato."
Baba Dioum
Benvenuti a tutte le ore di tutti i giorni

gioco con invito

I giorni di Santippe

                      Breve storia di un blog

Può accadere, e infatti a me e accaduto questa estate, che, un po' il caldo, un po' la noia,
risveglino un'idea nella testa, un frullìo, dapprima indistinto, poi sempre più evidente.
Un ronzio che, insieme a quello di un numero imprecisato di insetti, invade il caldo dei pomeriggi estivi e che, invece di indurre un sonno ristoratore che aiuti a trascorrere le ore della canicola, prenda la forma di un'idea, sempre più chiara e quasi perentoria:"Ma sì, un blog nuovo!!"
Per il blogger dilettante l'idea di costruire un nuovo blog è estremamente allettante: si sceglie la grafica e l'impaginazione come se si arredasse una nuova casa. Decisere poi i colori e i caratteri della scrittura dà la stessa intima soddisfazione di quando ci si dedica alle rifinitura di un lavoro al quale si tiene tanto, da desiderare di presentarlo nel modo più accurato.
Eccolo, si inaugura, con tanto di campagna pubblicitaria!

Ecco che dall'intestazione appare la protagonista e il suo consorte, troppo grande e famoso per ogni tipo di presentazione.
L'immagine
Sono immortalati in un'immagine emblematica del loro quotidiano, che rende l'dea del temperamento dell'una e dell'altro e del tono del ménage familiare, peraltro condiviso fino alla tragica morte del padre della filosofia.
Ed ecco l'esasperata ed esasperante moglie preoccupata per le difficoltà della famiglia , mentre il marito era perennemente alle prese con i suoi profondi interrogativi, nel gesto di riportarlo alla nuda realtà mediante quello che oggi si chiamerebbe un energico "gavettone" e  non si sa nemmeno bene da quale liquido fosse costituito...acqua, speriamo!
Il titolo
nel titolo si accosta al nome di una delle mogli più famose dell'antichità il termine di tempo"giorni":
è proprio il susseguirsi dei giorni, con il loro fardello di gioie e dolori, di fatica e di lavoro di emozioni e sentimente  che rende più di altre espressioni l'edea della quotidianità, delle cose comuni, degli atti giornalieri, contrapposti alla profondità del pensiero, della logica, del ignificato dell'esistenza.
Eppure questa contrapposizione è solo apparente, non divide la coppia, ma la unisce nella vicenda delle loro vite, come accade da sempre e in ogni epoca, nelle circostanze più diverse, anonime o immortalate dalla Storia dell'Umanità.
N.D.A. : il riferimento ai giorni indica anche che in questo blog la dimensione temporale occupa un posto privilegiato, colto in relazione alla vita degli esseri viventi e dell'ambiente naturale, con tutte le implicazioni che il trascorrere del tempo comporta, compresi gli aspetti atmosferici, strettamente connessi con l'esistenza e la natura e presenti da sempre nella cultura di tuti i paesi, dall' arte figurativa alla musica, dalla letteratura alla poesia, agli aspetti legati alla tradizione, come proverbi e detti popolari.


Il sottotitolo 
"Accanto al sapere di non sapere
il sapere spicciolo della vita quotidiana" 
Il sottotitolo riprende e conferma l'accostamento tra Pensiero esistenziale e pensieri, con la "p" minuscola, che accompagnano la vita di ogni giorno e che, per essere gestiti, hanno bisogno di un sapere spicciolo e pratico, che si snoda attraverso i secoli in migliaia di esistenze: il senso della vita, nella continuità delle generazioni.



Parliamo un po' di Santippe, siamo a casa sua  e darle un po' di spazio e di attenzione è il minimo che possiamo fare...prima che intervenga lei stessa a reclamarlo a modo suo.
Girovagando per la rete ho avuto la fortuna di imbattermi in un sito di grande spessore culturale.
Ne riporto il logo e il  sottotitolo, tanto per rendere l'idea , 

 
ma l'ideale sarebbe visitarlo di persona, certamente qualcosa, o tutto, attrarrà la vostra attenzione.

 Per gentile concessione del sito sopra citato, riporto  qui sotto l'articolo di Carmela Moretti,

 Una moglie diffamata

 

  La stragrande maggioranza dei filosofi non ha mai contratto matrimonio e intuirne le ragioni è semplicissimo. Quale donna avrebbe potuto sposare Schopenhauer o Kierkegaard o Nietzsche senza cadere in un forte stato depressivo? La povera Santippe saprebbe dirci qualcosa in merito; odiata e bistratta da tutti i benpensanti, è in realtà una “martire” della filosofia.

Santippe ne aveva abbastanza della filosofia e le minacce ai suoi tre figli ne sono una prova manifesta. “Guai a voi se vi mettete in testa di occuparvi di virtù, sapienza e autodominio”, disse una sera ai tre figli, pronta a lanciare sui loro volti il setaccio che stava adoperando in cucina. Socrate si era rivelato un pessimo “affare”; era vecchio, non si interessava alla famiglia e trascorreva le sue giornate fuori casa a parlare di cose dai nome strani come dialettica, maieutica e intellettualismo etico. Così lei, come ogni donna risentita, lo castigava con solenni punizioni. Per prima cosa infieriva contro di lui con ogni sorta di ingiuria; e non nel riserbo delle mura domestiche ma in pubblica piazza, per danneggiare meglio la sua immagine. Poi, per essere ancora più crudele, passava all’attacco fisico come quando gli versò addosso una brocca d’acqua. Ma, ironia della sorte, Socrate non si stancò mai di lei e vide sempre Santippe come la migliore palestra di vita. “Quando io la sopporto a casa, mi alleno e mi esercito a sopportare più facilmente anche l’ingiuria degli altri”, replicò ad Alcibiade che invitava il maestro a lasciarla. E Santippe dal canto suo, sebbene al limite della sopportazione, non festeggiò la sua vedovanza ma ne pianse amaramente.

Altro che moglie bisbetica.

Carmela Moretti


 Santippe e Ungaretti



Per non rammaricarsi d’esser nati

Questa carne molestata
ha pure
quando meno aspetta
i fremiti dell’alba
E mi brilla dolce la vita
come un prato
al rinvenuto bacio
della ruggiada

La Grande Guerra ha inizio nel 1914. Molti giovani sono partiti volontari.
 Uno di quei giovani scopre in quella situazione la sua fragilità umana. Ha visto tanti suoi compagni cadere in un lampo o spegnersi dopo una lunga agonia, ha paura di morire. Ma è un soldato. Deve combattere. Le trincee insanguinate hanno sempre bisogno di carne fresca. Si chiama Giuseppe Ungaretti, è già noto nella cerchia dei poeti del tempo. Ha già sviluppato i fondamenti della sua poetica: il verso spezzato, ridotto persino in sillabe isolate o in parole di servizio (di, una, come, e); la punteggiatura soppressa; l’uso dell’analogia cara ai simbolisti. È la guerra a dare senso ai vuoti del suo scrivere. Le mitragliatrici, formidabili strumenti di sterminio di quella guerra mondiale, scolpiscono il suo animo, gli strappano via tutte le parole inutili, lasciando nudo il canto, rivelandolo come pianto.
Quel giovane ufficiale-poeta stringe amicizia con Giuseppe Casalena. Prima di tornare a casa gli regala un libro che porta con sé, il “Santippe” di Alfredo Panzini (II edizione, Ancona, 1915), e sul frontespizio scrive una poesia. È una dedica che sembra scritta di getto, ma che appare come un ritratto fedele dell’uomo che chiamava gli altri soldati “fratelli”. Luogo: dolina dei pidocchi (un nome di fantasia, forse). Data: 28 settembre 1916.

Adattamento da: Dolina dei pidocchi, Un inedito di Giuseppe Ungaretti


Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il tuo commento:
se capiti qui per caso,
se ogni tanto vieni a trovarmi,
se la curiosità ti accompagna in giro per la rete,
anche un semplice saluto è sempre gradito.
Fata C

comunicazione

I contenuti presenti su questo e gli altri blog dei quali sono titolare sono pubblicati con licenza Creative Commons 3.0 Italia.
Se condivisi devono essere rispettati i seguenti diritti:
- attribuzione: deve essere citato il nome dell'autrice
- non è consentito l'uso per fini commerciali
- non sono permesse modifiche

Alcune immagini sono state prelevate dal Web.
Se è stata violata qualche regola siete pregati di avvisare nello spazio commenti e saranno eliminate immediatamente.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale
ai sensi della legge n.62 del 07.03.2001.
Powered by Blogger.